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Ecco i lanci dal cielo per rifornire i partigiani
L’immagine odierna, la ventunesima della collezione I giorni della Libertà documenta le operazioni di attesa e recupero nell’area di Rossano di Zeri
di CORRADO BENZIO
Un lancio «rubato» fu la scusa con cui un Tribunale partigiano condannò a morte Dante Castellucci, detto Facio, mitico comandante della Lunigiana. «Facio» dal nome di un bandito calabrese, era accusato _ in realtà un pretesto _ di avere sottratto la base di un mortaio che era stato aviolanciato sui monti della Lunigiana.
Al di là, dicevamo del pretesto usato per farlo fuori, l'accusa dimostra di quanto importanti fossero i lanci che gli Alleati facevano dal cielo per rifornire le formazioni partigiani.
La foto che pubblichiamo e che regaliamo ai nostri lettori riguarda un aviolancio sui cieli di Rossano di Zeri, in quei giorni area a fortissima presenza partigiani.
Attraverso i lanci dal cielo ai partigiani arrivava di tutto. Non solo armi, ma soprattutto documenti, cibo, in qualche modo vestiario (soprattutto scarpe, le più ricercate). Anche soldi (Facio fu accusato anche di avere sottratto dei soldi arrivati dal cielo) e medicinali.
Ma non si trattava di aspettare questa manna da cielo. Spesso i lanci erano sbagliati ed il materiale finiva disperso. Spesso per segnalare la zona dei lanci (quasi sempre notturni) ed essere presenti sul posto si rischiava di essere sorpresi da Tedeschi o repubblichini, soprattutto nei momenti _ parliamo dell'autunno del 1944 _ in cui gli Alleati avevano mollato la presa sulla linea Gotica e quindi disponevano di più truppe e mezzi per la repressione partigiana.
E poi c'era la polemica più brutta, quasi odiosa fra le formazioni partigiani. Si sospettava _ fin dall'8 settembre 1943 _ che gli Alleati (gli Inglesi in particolare) privilegiassero nei lanci le formazioni più vicine alla loro ideologia. Insomma poco materiale alle brigate Garibaldi, più mezzi per i monarchici, gli ex ufficiali del regio esercito, i partigiani bianchi. E naturalmente quella Brigata internazionale costituita dal maggiore britannico Gordon Lett che seppe riempirsi di gloria lungo la valle del Magra, a fianco dei partigiani del luogo.
Vedete quante suggestioni, quanti ricordi, può suscitare una foto che sembra quasi ritrarre un gioco. Eppure per le formazioni partigiane _ a Zeri come a Massa _ ogni lancio rappresentava un'incognita. Di materiale bellico di aveva bisogno più del pane. Ma quando i paracaduti scendevano non sapevi mai se il materiale sarebbe arrivato integro. E soprattutto dove sarebbe arrivato. Una volta smarrito in qualche canalone era complicato recuperarlo il giorno dopo, magari con la luce e con la consapevolezza che i Tedeschi sapessero che c'era stato un lancio.
Quel momento, quei momenti, sono stati se non fondamentali certo importanti per il proseguio della lotta partigiana in val di Magra. Senza ombra di dubbio una delle più calde di tutto il territorio nelle vicinanze della linea Gotica.
Ci furono le stragi, ma ci fu anche chi combatte fino all'ultimo. E chi come Dante Castellucci _ alla cui vicenda in pochi anni sono stati dedicati ben 3 importanti volumi _ per non rompere il fronte anti-tedesco accettò senza battere ciglio anche una condanna dagli amici e compagni.
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