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la sottosegretaria all’ambiente

«Le cave già tutelate, perciò fuori dalla legge sul consumo di suolo»

«Le cave già tutelate, perciò fuori dalla legge sul consumo di suolo»

CARRARA. Le cave sono già tutelate da una normativa nazionale, per questo non era necessario inserirle nel testo di legge sul consumo del suolo. È il senso della dichiarazione rilasciata dal...

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CARRARA. Le cave sono già tutelate da una normativa nazionale, per questo non era necessario inserirle nel testo di legge sul consumo del suolo.

È il senso della dichiarazione rilasciata dal sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo (foto), a IlFattoQuotidiano.it in merito alla decisione dei relatori Chiara Braga eMassimo Fiorio (entrambi del Pd) di togliere dalla definizione di “consumo di suolo” la “copertura artificiale e di scavo”, in pratica le cave. Questo significa che se il ddl – arrivato nei giorni scorsi nelle commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera per il parere dei ministri di riferimento, Gian Luca Galletti e Maurizio Martina – venisse approvato così com'è, si potrebbe continuare a estrarre marmo all'infinito sulle Apuane senza che cambi di una virgola la percentuale di suolo consumato in Italia.

E questo nonostante – o proprio in previsione di questo – le direttive europee impongano di raggiungere il consumo di suolo zero nel 2050.

Ma la sottosegretaria Velo replica sostenendo che «le cave hanno una normativa nazionale specifica che si declina con leggi regionali e che prevede la coltivazione e il ripristino dello stato dei luoghi – commenta - È quindi evidente che la tutela ambientale è già compresa, anzi si può dire che la normativa sulle cave precede, come impostazione, la legge sul consumo del suolo. Quando poi la legge sarà approvata - continua la Velo - si potrà ragionare su un coordinamento tra i due provvedimenti».

Rimane tuttavia il paradosso, anche lessicale, del testo di legge secondo cui, appunto, alle cave non ci sarebbe “consumo di suolo”.

Fatto che va contro anche le direttive europee, che considerano le cave “copertura di suolo”, intendendo con questo termine «la copertura biofisica della superficie terrestre - come si legge nell'ultimo rapporto Ispra - comprese le superfici artificiali, le zone agricolture, i boschi e le foreste, le aree seminaturali, le zone umide, i corpi idrici».

Le coperture di suolo sono di due tipi: l'impermeabilizzazione, che è quella più evidente, e «l'asportazione per escavazione», ossia le cave.

Il testo di legge approvato a gennaio includeva nella definizione di “consumo di suolo” anche queste.

Poi a giugno sono sparite con un colpo di spugna degli emendamenti dem.

Intanto è già iniziato, nelle commissioni, la votazione degli emendamenti per portare il testo definitivo in Aula, alla Camera, entro novembre.

«Questa legge – dice ancora la sottosegretaria - è in linea con la normativa europea».

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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