Il presidio
Casa della Salute, è scontro sulla scelta della sede
Il progetto intende riunire in un’unico centro i medici di base, la guardia medica e le altre strutture ambulatoriali attualmente ospitate nel distretto sanitario
PONTREMOLI. Battaglia accesa sulle Case della Salute. Un dibattito che è molto sentito anche perché a parole tutti la vogliono e tutti la chiedono ma ancora politica e istituzioni sanitarie non hanno aperto un reale tavolo di confronto con la popolazione per spiegare nei dettagli dove e con quali modalità la nuova struttura sanitaria troverebbe spazio nel perimetro pontremolese. Un confronto che avrebbe l’obbligo di coinvolgere non solo i pontremolesi, ma l’intera fascia territoriale dell’Alta Lunigiana, interessata da questo progetto che dovrebbe vedere riunita in un’unica struttura i medici di base, la guardia medica e le altre strutture ambulatoriali attualmente ospitate nel Distretto sanitario di via Mazzini, con una presenza garantita per 24 ore su 24 in tutti i 365 giorni dell’anno.
La politica pontremolese pare, per il momento, ben poco interessata a questi temi e sembra fossilizzata sulla questione della locazione della struttura. In pratica a tenere banco sono due posizioni, quella della maggioranza consiliare (con l’appoggio del capogruppo di “Cittadini per Pontremoli” Rolando Scatena) che chiede «il mantenimento dell’attuale collocazione del distretto sanitario in via Mazzini», mentre una seconda scuola di pensiero vedrebbe in maniera positiva la collocazione della nuova struttura negli spazi del Pensionato Cabrini. Ma sarebbe interessante chiedere maggiori lumi sul funzionamento della futura struttura e porsi una questione: questo impianto polivalente in grado di offrire l’insieme delle cure primarie e la continuità assistenziale di prevenzione, può convivere con l’ospedale o ne diverrebbe, nel tempo, il naturale sostituto relegando il nosocomio a un ruolo sempre più marginale? Perché è vero che teoricamente (così si legge anche nelle direttive regionali) le due strutture dovrebbero avere uno sviluppo parallelo, indipendente e di interscambio, ma è altrettanto vero che la pratica ci ha insegnato, specie in questi ultimi periodi, che l’Asl non fa sconti se intravede la possibilità di ridurre i costi della spesa sanitaria.
Preoccupazione che in parte è al centro della riflessione del capogruppo di maggioranza, Jacopo Ferri «le Case della Salute organizzate come e dove vorrebbe la Asl costituiscono un forte indebolimento della sanità ospedaliera, in particolar modo per le zone marginali». Per quanto concerne la situazione pontremolese per quasi tutto il consiglio comunale «a eccezione del Pd (in realtà il capogruppo si dimentica la contrarietà interna del vice sindaco Piercamillo Cocchi che proprio su questo punto decise di restituire la delega alla sanità) la Casa della Salute può avere senso se la si colloca dove già si trova il distretto socio-sanitario senza quindi privare l’ospedale di alcun servizio e senza creare strutture che possano in qualche modo preludere al suo superamento».
A stretto giro di replica la risposta di Paolo Arrighi, Coordinatore Aft (Aggregazione funzionale territoriale) dell’Alta Lunigiana ma anche ex presidente del consiglio comunale espressione dell’attuale maggioranza.
«Ferri esprime perplessità sull'istituzione della Casa della Salute a Pontremoli quale, dice, elemento che andrebbe a mettere a rischio il futuro del nostro ospedale privandolo di alcuni servizi. Non si capisce, peraltro, perché la stessa Casa della Salute, se ubicata presso l'attuale Distretto socio sanitario in via Mazzini, non avrebbe più quelle caratteristiche che metterebbero a rischio il nostro ospedale. La Casa della Salute è una bella e importante opportunità per la nostra città, che non toglie assolutamente nulla ai servizi ospedalieri. Semplicemente accorpa fisicamente i due soggetti fondamentali dell'assistenza territoriale, peraltro già esistenti, che sono i medici di Medicina generale e il Distretto. Ciò vuole dire semplificare e migliorare i percorsi che il cittadino affronta come paziente, evitandogli inutili spostamenti».
Sulla polemica Casa della Salute, si è inserito anche il capogruppo Pd, Francesco Mazzoni, che condivide l’intervento di Paolo Arrighi: «I nostri medici di famiglia per loro libera iniziativa, associandosi in un unico studio, hanno già da tempo gettato le basi della casa della salute. Lì le persone potranno trovare, in un unico luogo, il proprio medico, il cup, gli specialisti, il centro prelievi, l’assistente sociale, solo per fare alcuni esempi». E Mazzoni sostiene come non sia vero che la casa della salute possa mettere in pericolo l’ospedale. «Da una parte ci sarà l’ospedale, dall’altra i servizi sul territorio, concentrati nella casa della salute: questo è il futuro della sanità. Ferri cade in contraddizione: prima dichiara che la casa della salute è una minaccia per l’ospedale, ma subito dopo, invece, dice che in via Mazzini andrebbe bene. O è una minaccia per l’ospedale o non la è».(r.s.)
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