Il Tirreno

Capolinea bus alla stazione E i parcheggi salgono a 1.000

di Manuela D’Angelo
Capolinea bus alla stazione E i parcheggi salgono a 1.000

L’amministrazione spiega come cambierà il piano: edificazioni dimezzate nuova rotatoria e linee veloci di trasporto. Il sindaco: giusto non fare il distretto

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MASSA. Nessuna colata di cemento, anzi, alla Stazione l’amministrazione di Alessandro Volpi i volumi per la nuova edificazione li dimezzerà in favore del capolinea degli autobus, con 1.000 parcheggi scambiatori, tre Lam, linee ad alta mobilità, e una rotatoria di collegamento con il centro.

A spiegare nuovamente cosa avverrà al comparto della Stazione di Massa, dove per anni si sono giocate partite importanti, sia di politica che di urbanistica, sono il sindaco Volpi con l’assessore ai lavori pubblici e vicesindaco Uilian Berti.

Nuova edificazione. Intanto, tecnicamente, l’unico atto formale che oggi l’amministrazione può considerare, per qualsiasi intervento voglia fare sulla Stazione, è la variante al Piano integrato di intervento, adottata e già osservata nel 2009, che può essere portata in consiglio comunale anche domani, per l’approvazione definitiva e senza aspettare il Regolamento urbanistico. In questa variante, nessuno nega, i volumi dedicati alla nuova edificazione sono 50mila metri cubi, ma l’amministrazione Volpi ha già deciso di dimezzarli in sede di approvazione: «Diventeranno 25 mila metri cubi- spiega l’assessore Berti- perché non abbiamo bisogno di altro; sono venuti meno gli interessi dei privati a costruire, elimineremo l’intero progetto di nuove case sotto il tracciato ferroviario, lato Quercioli, e lasceremo lì solo la possibilità di ristrutturare i vecchi laboratori e le segherie esistenti». Nei 25 mila metri cubi rimarrà il progetto della nuova edificazione con finalità di carattere pubblico: in pratica nuove case a prezzi calmierati costruite da cooperative.

Il capolinea dei bus. Il sogno di tante amministrazioni è stato quello di spostare dal centro il capolinea degli autobus e di portarlo alla Stazione. A riuscirci, se tutto va secondo i piani, potrebbe essere proprio l’amministrazione Volpi che, tra l’altro, si è trovata a gestire la patata bollente dell’attuale sistemazione del capolinea, in via Europa, pericoloso e insalubre per i residenti della zona. Il capolinea verrà quindi spostato alla Stazione e la gara di appalto per questi lavori è già stata vinta da una ditta, adesso bloccata però da un ricorso.

«Un piccolo intoppo- spiega sempre Berti- che risolveremo a breve; poi porteremo la variante in consiglio per l’approvazione e avvieremo i cantieri. A giugno il capolinea potrebbe già essere stato spostato alla Stazione». Ci si aspetta un grande cambiamento nel modo di vivere la viabilità locale: il capolinea porterà la costruzione di 1.000 parcheggi scambiatori, tra quelli previsti per le auto e quelli per i bus di linea; una grande rotatoria tra viale Stazione e via Carducci dove adesso c’è un incrocio a semaforo e poi le tre Lam, linee ad alta mobilità, che dalla stazione porteranno, nel giro di 10 minuti, al centro città, al mare, verso Marina e all’Ospedale.

«I tre punti focali del nostro territorio: mare, centro e Noa, il nuovo ospedale unico, saranno collegati alla stazione attraverso tre cerchi ideali- spiega Berti- tre linee veloci che avranno come fulcro appunto la Stazione. Il progetto, che era già nel Put e nel Pum, è stato inserito nella gara regionale». Il caso distretto sanitario. Il sindaco Volpi si dice costretto a fare chiarezza sul distretto sanitario, che l’amministrazione Pucci aveva pensato di inserire nel comparto stazione: «Un’operazione che non sarebbe mai andata in porto- dice - e che oggi ci avrebbe lasciato con un pugno di mosche in mano, il Noa da inaugurare ma senza distretto». Il perché è presto detto: nel 2012 la Regione annuncia ai comuni, interessati dalla costruzione dei nuovi ospedali la possibilità di finanziare anche i nuovi distretti sanitari: «In realtà – specifica Volpi – le condizioni economiche per poter procedere a Massa non sono mai state messe nero su bianco». L’amministrazione Pucci pensava di farsi dare i primi 1,8 milioni di euro per comprare un’area di Ferrovie, per poi costruirci il nuovo distretto: la Regione concesse i soldi per acquisire le aree, ma non gli 8 milioni in più che poi sarebbero serviti per la costruzione vera e propria del distretto.

«C’è anche un altro particolare- dice Volpi- che oggi vale la pena di mettere in luce: la trattativa con Ferrovie dello Stato per comprare l’area non era così liscia come si vorrebbe far passare; infatti, in quei terreni, che dovevano essere ceduti al comune, si innalza tutt’oggi una palazzina che non è tutta di Ferrovie, ma è per metà degli inquilini, ex ferrovieri, che negli anni si erano comprati i loro appartamenti; dunque Ferrovie non trattava solo per sé, ma avrebbe dovuto chiedere l’approvazione anche ai titolari di quel bene. Per quel che ne sappiamo noi oggi, la trattativa era tutt’altro che conclusa. In ogni caso, ammesso e non concesso che il comune fosse riuscito a comprare l’area, oggi avremmo solo un grande terreno vuoto senza i soldi per costruirci il distretto e con l’apertura del Noa alle porte. Sarebbe stato un disastro». Invece, il milione e otto che la Regione finanziò per i distretti è stato impiegato nella ristrutturazione del distretto sanitario di via Bassa Tambura, dove sono stati costruiti gli ambulatori per la casa della salute e dove continueranno i lavori per il potenziamento del distretto stesso.

«Inoltre abbiamo firmato un nuovo accordo di programma con la Regione- conclude Volpi- in cui, oltre ad impegnarci per investire al meglio le risorse regionali, poniamo le basi per una sede più adeguata, un futuro nuovo distretto sanitario, più grande e lontano dal centro storico, in posizione più agevole. Insomma non abbiamo perso la speranza di ottenere nuovi finanziamenti, ma almeno non abbiamo lasciato scoperti i cittadini in questa delicata fase di rinnovo della sanità locale».

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