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Una Messa per le vittime dell’alluvione
Domani il quarto anniversario dell’esondazione mortale del Magra e la devastazione di Aulla
AULLA. Domani sarà il quarto anniversario della spaventosa alluvione che portò distruzione e morte ad Aulla. Un anniversario che verrà celebrato con una Messa presso l'abbazia di San Caprasio alle ore 17, durante la quale il sindaco Silvia Magnani ricorderà le due vittime di quel tragico pomeriggio di martedì 25 ottobre 2011. Infatti, il giorno dell’alluvione morirono Enrica Pavoletti, 78 anni, trascinata con la sua auto dalla piena del fiume Magra in un parcheggio di via Resistenza, e Claudio Pozzi, 60 anni, annegato all’interno del suo garage fra viale Lunigiana e via Resistenza.
Alla loro memoria andranno le preghiere di tutti i presenti domani pomeriggio in chiesa, per non dimenticare quello che accadde quando il fiume Magra in piena ruppe gli argini e devastò tutto quello che incontrava, con il fango che invase ogni cosa. Due morti, una devastazione mai vista da queste parti dalla Seconda Guerra mondiale e danni per decine di milioni di euro. Così si possono sintetizzare, in poche righe, gli effetti di quel giorno maledetto. E se la ricostruzione sta procedendo celermente per quanto concerne l'argine sulla sponda sinistra del fiume Magra e il ponte della frazione di Stadano, lo stesso non si può dire, purtroppo, per le nuove scuole elementari e medie, sulle quali gravano ancora pastoie burocratiche legate alla bonifica dei terreni.
«I lavori per l'argine – commenta il sindaco Silvia Magnani – vanno avanti, come tutti possono vedere, e saranno terminati per la primavera del prossimo anno. Partirà, quindi, il secondo lotto dei lavori, quello relativo alle finiture dell'argine. Al tempo stesso è in fase di progettazione l'intervento per mettere in sicurezza l'area fluviale dal depuratore al ponte sul torrente Taverone».
Un intervento, quest'ultimo, molto atteso, visto che ad Aulla c'è qualcuno fra i cittadini che ha sempre messo in discussione l'utilità del nuovo argine in assenza di un intervento a monte, per la precisione al campo sportivo Quartieri, dove il torrente Taverone sfocia nel fiume Magra: infatti, secondo più d'una persona, l'argine sarebbe inutile se poi l'acqua e il fango dovessero entrare dal campo sportivo.
Un cenno doveroso viene fatto dal primo cittadino aullese anche alle scuole: «Sul cantiere dove stanno sorgendo le scuole, mentre il nido, la materna e la mensa stanno procedendo, stiamo ancora aspettando che si completino le pratiche per dare finalmente il via alle elementari».
Ricordiamo che c'è un processo in corso sull'alluvione, con al centro tre elementi: la cassa di espansione della Chiesaccia, che, secondo la Procura, «invece di contenere l’acqua uscita dal fiume Magra, la scaricò con forza inaudita su Aulla»; il mancato stato di allerta alla popolazione; l’ampliamento del centro abitato, dagli anni Novanta in poi, con una serie di edifici che sarebbero stati costruiti nell’alveo del fiume Magra.
Gianluca Uberti
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