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«Una colata di cemento di cui non c’è bisogno»
I 298 firmatari delle osservazioni al Piano integrato tornano alla carica Franco Frediani: previsti 82 appartamenti e una strada troppo vicina ai binari
MASSA. «Fermate il piano della stazione». Franco Frediani, in qualità di portavoce dei 298 firmatari delle osservazioni presentate nel 2009 e poi l’estate scorsa contro le previsioni urebanistiche nell’area ferroviaria, nonché sottoscrittore della petizione popolare del Comitato dei Quercioli, chiede la cancellazione in toto del Piano Integrato Stazione lato mare della ferrovia. E chiede di ricondurre tali terreni, «paritariamente a tutti gli altri della zona, allo stato di non edificabilità permenente previsto».
Sembra aprirsi dunque un nuovo fronte di conflitto sulle scelte urbanistiche, stavolta sulla area della stazione. Il Piano Integrato della Stazione è stato riproposto nel nuovo Regolamento urbanistico aumentando la superficie edificabile da 30.000 (come nelle precedenti previsioni) a 50.000 metri quadrati. «Una cementificazione – secondio Frediani – di cui la nostra città non ha assoluto bisogno. Fa specie rilevare come in tale piano siano stati inseriti i terreni a mare della ferrovia, terreni sui quali sono previsti ben 82 appartamenti su blocchi abitativi residenziali e popolari di quattro e cinque piani. Quale il vantaggio per la collettività a meno che non si voglia considerare tale : una strada di collegamento che va ad immettersi in una strettissima via Rinchiostra, proprio a ridosso del ponte sulla ferrovia (già fortemente congestionata dal traffico anche in considerazione del vicino supermercato Conad ) e che di fatto sarebbe ad uso quasi esclusivo delle nuove unità abitative».
Frediani critica anche il « piccolo slargo e dei 12 stalli ad uso pubblico ( sfido il privato ad andarvi a parcheggiare. È il caso poi di sottolineare come la strada sia in pieno contrasto con la fascia di rispetto e con le norme di sicurezza previste dopo i gravi incidenti di Viareggio. Non ultimo, da segnalare l'altezza delle nuove costruzioni, ben oltre lo standard esistente dei 7 metri, che andrebbe a modificare irreparabilmente il patrimonio paesaggistico dei Quercioli sebbene il codice Urbani preveda la salvaguardia dei cosiddetti cannocchiali panoramici».
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