Il presidio
Nca, Rifondazione bacchetta i sindacati
«È ora di finirla di nascondere la polvere sotto i tappeti per poter scendere a trattativa col padrone»
MARINA DI CARRARA. Braccio di ferro fra Nca e Cismar: sulla vicenda interviene il circolo Maggiani di Rc.
«In questi giorni assistiamo da spettatori ad un siparietto fatto di botta e risposta tra l'imprenditore Costantino patron di Nca e Masismiliano Federici titolare della ditta Cismar alle maestranze della stessa. A noi del circolo Maggiani a poco importa chi ha torto o ragione trattandosi di discordie legali tra due padroni - si legge nella nota firmata dal segretario Alfredo Rossi - ma non possiamo non soffermarci nuovamente a riflettere che tra fatture non onorate, ritardi nelle consegne e clausole contrattuali in mezzo ci sono nuovamente dei lavoratori che ne pagano le conseguenze e persino l'intervento dell'ufficiale giudiziario non fa recedere Costantino dalle sue manie di onnipotenza».
«Come Circolo di un partito che segue da vicino la vertenza Nca e che da sempre denuncia la mal gestione del cantiere navale rilevato in cambio della ormai nota trentennale concessione demaniale- prosegue la nota - non possiamo non chiederci ancora una volta come sia possibile appaltare lavoro avendo distaccati in un capannone dismesso con la scritta vendesi o affittasi, ancora una ventina di operai diretti e qualificati per tutto il turno lavorativo regolarmente retribuiti a fare opere di riassetto».
«Ci chiediamo perché, e chiediamo a chi di pertinenza come si possa permettere una simile incongruenza e come una singola causa legale di un imprenditore locale, legata a fatture non pagate, possa avere una maggior valenza ed immediato riscontro nella reintegrazione che una vertenza sindacale che tra tavoli ministeriali, consigli comunali straordinari e ore di sciopero, ormai va avanti da più di tre anni - continua la nota - Se diventa più conveniente ricorrere al lavoro esterno non possiamo non pensare a come sicuramente siano al massimo ribasso le offerte delle ditte appaltatrici e in che condizioni economiche e di diritti i lavoratori di queste siano obbligati a svolgere le proprie mansioni. Per noi di Rifondazione non esiste lavoratore di serie A e di serie B e questo vorremmo fosse anche per le organizzazioni sindacali rappresentate nel cantiere, è ora di finirla di nascondere la polvere sotto i tappeti per poter scendere a trattativa con un simile padrone».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
