Il Tirreno

Mense e acqua del rubinetto I 5 Stelle chiedono più analisi

Mense e acqua del rubinetto I 5 Stelle chiedono più analisi

Il movimento chiede di verificare la presenza di amianto, ferro e tallio E le mamme sul caso dei piatti: mancano da mesi, bastava solo organizzarsi

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MASSA. Mense e acqua del rubinetto animano il dibattito politico: i Cinque Stelle scendono in campo e chiedono analisi più accurate.

Il Comune - per ricostruire la vicenda - introduce le brocche con l’acqua del sindaco, ma le mamme si tirano indietro. Parecchie il mattino preparano la bottiglietta di minerale ai figli, qualcuna ci scrive pure nome e cognome perché il bambino non si sbagli. In alcune classi i genitori si sono organizzati ed hanno comprato casse d’acqua Fonteviva da lasciare a scuola. Attivo il fronte del “no minerale”, attivo quello del “sì minerale” che all’idea che qualche piccolino beva dalla brocca e qualche altro dalla bottiglietta non ci sta e spiega che il rischio è la distinzione, a tavola, tra alunni di serie A e alunni di serie B.

Favorevole all’introduzione dell’acqua del rubinetto nelle scuole è anche il Movimento Cinque stelle che sul tema fa, però, precisazioni e notazioni politiche chiarendo che l’amministrazione agisce in ritardo e corre ai ripari a polemiche in corso. «Siamo favorevoli all’acqua del rubinetto, ma a una sola condizione: che l’acqua sia buona da bere. All’assessore Fiori ricordiamo di dare seguito all’ordine del giorno presentato dal Movimento e approvato dal consiglio lo scorso maggio: analisi dell’acqua dei rubinetti delle scuole almeno tre volte per ogni anno scolastico, ricerca di sostanze normalmente non analizzate - come il ferro, l’amianto, il tallio - illustrazione dei risultati delle analisi nelle scuole, direttamente da personale Asl e incontri di informazioni e formazione con i genitori. Non capiamo - ecco la critica più pesante - questo modo approssimativo di procedere dell’amministrazione, sempre e solo quando è costretta dalla protesta; questa perdurante incapacità di anticipare, e risolvere, i problemi, addirittura, come in questo caso, quando la soluzione è già stata suggerita».

Non si arrendono neppure le mamme di Turano che hanno sollevato problemi importanti tra cui la mancanza di piatti e stoviglie. E se il Comune spiega che il servizio mensa alla primaria “De Amicis” è stato riorganizzato, loro ricordano che « lo scorso anno la gestione era già comunale e lo dimostrano i bollettini». I genitori riferiscono anche che giovedì il pesce è arrivato troppo tardi e fanno notare al Comune che, nella replica alle loro accuse, ha indicato un menù diverso da quello affisso che prevedeva nasello e non altri pesci. E sulla questione piatti attaccano: «Possibile che per averli ci sia da attendere da giugno a novembre? Il numero dei bambini iscritti, il Comune lo conosceva da tempo, non può spostare i piatti da una scuola dove ce ne sono di più. È buon senso». Poi la conclusione secca: «Quando parliamo come genitori lo facciamo con cognizione di causa pretendiamo che dall’altra parte ci siano la stessa serietà e competenza».

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