Italia
Finanza in Comune sequestrati gli atti sul progetto Tarnone
Finiscono di nuovo nel mirino i documenti relativi ai Piuss A luglio venne requisito il faldone sul piano per San Martino
CARRARA. La Guardia di Finanza torna in Comune per una nuova indagine sui progetti Piuss: dopo il blitz di luglio dedicato ai lavori di realizzazione dell’infopoint di San Martino, ieri sono stati sequestrati i documenti sul Tarnone dove è in corso un intervento da quasi 2 milioni euro per la valorizzazione della Cava Romana. Due operazioni di sequestro di documenti, a distanza di tre mesi una dall’altra, per accertamenti sulle procedure di assegnazione e di realizzazione degli appalti: i progetti Piuss in corso nel territorio del Comune di Carrara sembrano non convincere la magistratura. E così ieri mattina, di buon ora, gli uomini delle Fiamme Gialle si sono presentati a Palazzo Civico per sequestrare i faldoni relativi all’intervento di valorizzazione della Cava Romana del Tarnone: si tratta di uno dei quattro Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile finanziati dalla Regione Toscana nella nostra città, il secondo a finire nel mirino della Guardia di Fiananza. Il primo blitz delle Fiamme Gialle era scattato lo scorso luglio quando gli inquirenti avevano sequestrato la documentazione relativa alla realizzazione del centro di accoglienza turistica a San Martino: proprio a seguito di quell’indagine l’ultima tranche dei finanziamenti regionali, pari a oltre 130 mila euro, è stata bloccata mettendo così a serio rischio il completamento dell’opera che avrebbe dovuto essere consegnata già la scorsa primavera al termine di un intervento da 450 mila euro. Ieri mattina, a soli tre mesi dal precedente intervento, gli inquirenti hanno chiesto di esaminare le carte relative all’intervento in corso al Tarnone, un altro progetto Piuss dato per essere “in dirittura di arrivo” e che, secondo le indicazioni rilasciate a primavera dall’amministrazione, avrebbe dovuto essere consegnato a giugno di quest’anno. In questo caso il cantiere, diviso in due lotti, è dedicato alla valorizzazione della Cava Romana e alla realizzazione, nelle sue vicinanze, di un centro di accoglienza turistica, per un intervento che sfiora complessivamente i due milioni di euro. Il sito è quello del Tarnone, nel bacino marmifero di Colonnata dove qualche anno fa furono scoperti i reperti delle attività di escavazione risalenti al periodo tra III secolo a.C. e il I secolo d.C. L’appalto era stato diviso in due lotti e come accaduto per i progetti di San Martino e della Padula, era stato a dir poco travagliato , tanto che le procedure di gara per l’assegnazione dei lavori erano state bandite due volte, tra contestazioni e ditte “scomparse” o fallite. L’ultima aggiudicazione, quella definitiva, risale all’agosto del 2013: dopo la risoluzione, qualche mese prima, dei contratti affidati a suoi tempo con gara pubblica, i progetti di San Martino e del Tarnone erano stati riassegnati con una procedura negoziata. Era stato cioè il municipio a invitare alla gara un certo numero di aziende (5 per San Martino e 15 per il Tarnone) che, dopo le verifiche del caso, erano state ritenute “qualificate”: alla fine ad aggiudicarsi i lavori, erano state per San Martino, la Giovanni Pinelli Costruzioni Edili per un importo di 450 mila euro e, per il primo lotto del Tarnone, del valore di 862.220,07 euro, la Ediltecnica Srl. E proprio questo intervento avrebbe destato i sospetti degli inquirenti: secondo indiscrezioni che arrivano da Piazza Due Giugno, i dubbi riguarderebbero l’affidamento dell’appalto e la realizzazione dei lavori. Si tratta è bene sottolinearlo di indagini alle fasi preliminari che, dunque, non necessariamente porteranno all’individuazione di reati. E questo è quello che spera anche il sindaco Angelo Zubbani: «Non conosco i dettagli dell’inchiesta ma ho fiducia che tutto sia stato fatto nelle norme e nel rispetto delle regole, altrimenti mi sarei mosso io per primo. Aspetto il termine delle verifiche e poi, se e quando emergeranno anomalie, ne prenderemo atto e agiremo di conseguenza. Per quel che mi riguarda posso dire di non essere mai stato chiamato a rispondere dell’operato degli uffici» ha precisato il numero uno dell’amministrazione. E quando gli si chiede se dopo San Martino e il Tarnone, non tema che anche la Padula possa finire sotto la lente degli inquirenti, il primo cittadino risponde: «Quei lavori non sono finanziati con il Piuss. Non abbiamo più risorse che arrivano da quel canale… erano partiti come Piuss ma poi è stato cambiato l’asse di finanziamento» ha dichiarato Zubbani aggiungendo che per quanto riguarda la ristrutturazione di villa Fabbricotti e la sistemazione del parco adiacente, «i lavori proseguono: a gennaio saranno completati e a marzo collaudati».
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