Il Tirreno

50.000 metri cubi di case

di Manuela D’Angelo
50.000 metri cubi di case

Alla stazione aumentano le aree edificabili, previsti anche 400 posti auto

5 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Sul comparto della Stazione di Massa, vastissima area per lo più degradata, da riqualificare con opere pubbliche, nuova edificazione, viabilità e parcheggi si gioca una partita importante per il futuro della città. L’ex sindaco di Massa Roberto Pucci non riuscì a fare passare il suo progetto, perse la sua maggioranza, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, andando sotto con i voti in consiglio comunale, dove si scoprirono le carte dell’allora assessore al bilancio Alessandro Volpi e dei suoi “volpiani”. Lì, Pucci e la vicesindaca Martina Nardi sognavano soprattutto il nuovo distretto sanitario. Non è andata così.

La storia del comparto, però, parte da più lontano: i primi tasselli furono inseriti dalla giunta di Fabrizio Neri (ex Margherita, poi Pd) che lì aveva previsto un massimo di volumetrie pari a 50 mila metri cubi, costruendo nuove case a Quercioli e Rinchiostra, spostando il capolinea delle corriere e prevedendo, oltre a nuovi parcheggi, anche una strada di accesso alla stazione, ovvero il prolungamento di viale Stazione che avrebbe dovuto entrare dritto nella piazza verde e congiungersi con la linea ferroviaria. Solo successivamente, un anno dopo il suo insediamento, il sindaco Roberto Pucci pensò, in base all’approvazione del Piano Strutturale, ad una delibera che prevedesse il quasi dimezzamento delle volumetrie, da 50 mila a 30 mila metri cubi, il mantenimento del capolinea Cat, con 600 parcheggi scambiatori e l’inserimento del distretto sanitario, grazie alla vendita dell’area interessata da parte di Ferrovie dello Stato, da sommare ai soldi della Regione Toscana che, in quegli anni, distribuiva i finanziamenti in vista delle aperture degli ospedali unici.

Nello specifico, come si legge nelle carte dell’architetto Francesco Privitera, che all’epoca si interessò del progetto, il comparto Stazione avrebbe dovuto perseguire 6 obiettivi, rispetto a quelli proposti nel 2009: eliminare, intanto, il prolungamento stradale del viale Stazione all’interno della piazza antistante la stazione ferroviaria, per mantenere invece la superficie di verde pubblico (quel progetto fu completamente stralciato); spostare la sede del capolinea dei bus dall’area ex scalo merci, dove era prevista nel 2009, a quella di piazza Stazione, riducendo contemporaneamente le dimensioni dello stesso capolinea; allontanare i volumi di nuova edificazione residenziale previsti vicino alla linea ferroviaria e contenere nella zona di Quercioli e della Rinchiostra le previsioni di nuova edilizia residenziale e le altezze degli edifici (passando da 14 mila metri cubi, con un massimo di 5 piani fuori terra, a 9.000 metri cubi con 4 piani fuori terra). Altro obiettivo era quello di mantenere la struttura edilizia dell’ex deposito ferroviario di via Minuto, che invece il vecchio piano pensava di demolire e riservare le superfici dismesse, limitrofe alla linea ferroviaria, a parcheggi di servizio per la stazione.

In definitiva nel 2009, il piano adottato per il comparto Stazione prevedeva 49.822 metri cubi di volumetrie su cui intervenire in vario modo, mentre la proposta in approvazione nel 2012 ne metteva in cantiere solo 30.150, 19.672 mc in meno. La stima del costo delle opere di urbanizzazione era di 514.637,90 euro, il totale degli oneri a carico degli operatori (tra oneri aggiuntivi e di urbanizzazione secondaria) era di 1.809.00,00 euro. A carico dell’amministrazione, invece, 320 mila euro (costo dell’acquisizione delle superfici dismesse del parco ferroviario); 944 mila euro circa per il parcheggio di servizio alla stazione e il parcheggio dei bus nella piazza e infine circa 30 mila euro per le opere di arredo in piazza Stazione, per un totale di 1.294.362,10 (da monetizzare).

Il quadro completo, secondo la passata amministrazione, metteva in rilievo il fatto che erano state abbassate le volumetrie, prevedendo molta meno nuova edificazione e numerose opere pubbliche, tra cui il famoso distretto sanitario, da collocare nelle aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato, in vendita al comune per 1,8 milioni di euro (soldi che avrebbe finanziato la Regione Toscana). Nel 2012, però, il piano della Stazione era inserito in un unico piano integrato con il comparto del Frigido, ma le loro strade si divisero nel 2013, a ridosso delle elezioni amministrative: il Frigido fu votato separatamente e approvato, il distretto sanitario no. In quella seduta di consiglio si spaccò l’amministrazione di Roberto Pucci, risultato: per la Stazione oggi è ancora valido il piano integrato votato nel 2009, con i 50 mila metri cubi di volumetrie per nuova edificazione e senza il distretto sanitario. Il Regolamento urbanistico ha assimilato quel piano, che risulta approvato e quindi non più oggetto di osservazioni ( perché furono già fatte all’epoca).

Tutta quella zona, però, continuerà ad essere oggetto di profondi cambiamenti, che l’amministrazione di Alessandro Volpi ha ribadito in sede di adozione del Regolamento: rimane il capolinea del Cat, in tutta l’area adiacente alla stazione ferroviaria; rimarranno anche i circa 400 parcheggi (non più 600) che costeggeranno la line ferroviaria, sia a destra che a sinistra, arrivando fino al Conad di via Carducci, verso Carrara, e fino al carcere di Massa, lato Viareggio. Queste sono le famose aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato, che verranno cedute al comune di Massa, per 1,8 milioni di euro, per farne parcheggi e renderle edificabili, soldi che il comune ricaverà dagli oneri di urbanizzazione (la Regione non li finanzierà più visto che il distretto sanitario non è più in previsione). Le aree in cui dovrebbero sorgere le nuove palazzine sono: l’area ex Ferrovie in via Carducci, accanto al parcheggio del supermercato Conad; tutta via Poggioletto e l’area sotto la linea ferroviaria al confine con i Quercioli.

«È vero, conferma l’assessori ai lavori pubblici e vicesindaco Uilian Berti - in totale, il comparto Stazione, prevede, ad oggi, l’utilizzo di circa 50 mila mq di superficie per scopi privati, perché è quanto stabilito dal piano integrato di intervento approvato nel 2009, l’unico che fa fede oggi, perché è stato acquisito dal Regolamento urbanistico. In sede di approvazione definitiva- conclude Berti - l’amministrazione ha intenzione di abbassare quei volumi, francamente troppo eccessivi per l’intero comparto, considerando poi che le manifestazioni di interesse dei privati verso quell’area sono rimaste sempre le stesse dal 2009 fino ad oggi e si contano sulle dita di una mano, e di costruire l’opera pubblica attorno al nuovo capolinea dei bus».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera