Il Tirreno

«I renziani dicano se appoggiano la giunta»

di Aronne Angelici
 «I renziani dicano se appoggiano la giunta»

Il segretario Delia: «Serve chiarezza su temi fondamentali come marmo, porto sicurezza del territorio e sanità. Noi stiamo con Angelo Zubbani ma...»

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CARRARA. La politica del “caminetto” per risolvere i problemi del litigioso condominio Pd? Chissà. Il caminetto sta per tavolo provinciale, ovvero il luogo dove i capi corrente locali, sotto gli occhi di un rappresentante del regionale, dovrebbero risolvere la vexata questio: chi e con quali uomini governare un partito che, a Carrara come a Massa, come in Lunigiana, sta sbandando? Tanti voti, dirigenti incerti vien da dire. Ne sanno qualcosa i sindaci - per non fare nomi Alessandro Volpi e Angelo Zubbani - che da qualche tempo entrano in consiglio comunale come in un’arena, non per opera delle minoranze ma di una maggioranza (a Massa un monocolore Pd) resa instabile dai casini interni del Pd.

Le regionali hanno indicato un chiaro vincitore: Giacomo Bugliani, amico fraterno del sottosegretario renziano Luca Lotti, che ha battuto, lo ricordiamo, Loris Rossetti, espressione del gruppo dirigente bersaniano- rigoniano.

Grandi numeri, 12.500 preferenze contro 10.500. Un bella vittoria certo, ma non un 6-0, forse un 7-6 al tie break: di certo un partito spaccato in due. Con una incognita del giorno dopo che è ora una certezza a distanza di mesi: l’armata vincente è divisa in diversi rivoli e capitan Bugliani fatica a trovare la quadra. L’operazione azzeramento giunte e partito è rimasta (per ora?) un colpo in canna.

Cosa fare? Si prova a trattare, a cercare un accordo, una gestione più o meno unitaria. Ecco il caminetto dei capi: i segretari comunali Pierpaolo Delia e Adriano Tongiani, il sindaco di Massa Alessandro Volpi, i parlamentari Martina Nardi e Andrea Rigoni , il presidente della provincia Narciso Buffoni, un rappresentante del regionale, il segretario provinciale Cesare Leri, Patrizia Conti, il consigliere regionale Giacomo Bugliani. L’avvio venerdì scorso con qualche problema, per ora diciamo tecnico: non c’erano - ufficialmente impegni - né Rigoni, nè Bugliani, nè Buffoni. Ma qualcosa è stato fatto: su proposta di Nardi, accolta da tutti, è stato deciso il rinvio dell’assemblea comunale di Carrara dove il segretario Pierpaolo Delia si sarebbe presentato dimissionario. Per non creare attriti in un processo che si vuole di distensione, pare di capire.

Allora Delia, salvo?

«Ecco, lo sapevo. Guardi che non ho chiesto io il rinvio dell’assemblea. E visto che siamo in argomento io di professione faccio il direttore di banca: dalle 8 alle 18 sono al lavoro a Lido di Camaiore. Io sono pronto ad andarmene anche se segretario sono diventato con l’85% dei voti del partito. Va bene il rinvio ma sono dell’idea che bisogna accelerare i tempi».

C’è bisogno di chiarezza. E allora il tavolo provinciale...

«Di quello ora non parlo».

E allora?

«Parlo della chiarezza. Dico subito che noi siamo con l’amministrazione guidata da Angelo Zubbani. Ma questo non vuol mica dire appiattirsi sulle posizioni dell’esecutivo. Se c’è qualcosa che non va come partito di maggioranza abbiamo il dovere di porlo in evidenza e di fare proposte. Non siamo certo noi a mettere in discussione Zubbani. Non so i vincenti..»

Intende dire i renziani?

«Le elezioni regionali le ha vinte Giacomo Bugliani ed è quindi lui il punto di riferimento con cui lavorare e collaborare per cercare di portare valore a questo territorio. Attorno a lui vedo però persone che hanno colto un’occasione politica per riciclarsi. E non credo che la pensino come lui. Ad ogni modo il problema non è questo..»

E qual è, Delia?

«Noi abbiamo a suo tempo lasciato lo spazio politico a chi aveva vinto le elezioni e ad oggi non abbiamo ancora delle risposte chiare su temi fondamentali (sicurezza idraulica, porto, marmo, sanità) nella discussione politica all’interno di un partito. Al momento sembra che prevalga l’idea di dire: beh, continuate voi ad appoggiare l’amministrazione comunale e noi stiamo a vedere. Magari pronti a criticare. Non funziona così. Chi ha vinto deve impegnarsi a governare. Altrimenti se ci convincono che questa amministrazione non va bene noi siamo pronti ad allinearci sulle loro posizioni»

Tutti a casa, Delia?

«Non lo diciamo noi. Ma serve chiarezza sui temi. A Zubbani il Pd ha dato una grossa mano nei momenti di difficoltà. Abbiamo firmato un documento di maggioranza. Primo, il problema della sicurezza idraulica. Siamo ad un anno dall’alluvione, abbiamo messo le palancole e adesso là dove è crollato l’argine probabilmente è più sicuro che da altre parti. Ma questi studi dovevano arrivare dopo qualche mese e invece ancora non si vedono. E in più devono arrivare anche i soldi. Il sindaco dovrà andare in Regione a chiedere questi denari.

Poi la sanità. Alcune cose del Pal sono state fatte per Carrara ed anche bene. Ma i 10 milioni promessi per i lavori non ci sono ancora. E se quello che deve essere fatto all’ospedale di Carrara non viene messo in piedi non ne risente solo la città ma l’intera provincia, visto che lì c’è un pezzo importante del piano sanitario provinciale. Terzo, il marmo. Noi abbiamo avviato un percorso. Tutti continuano a puntare il dito su quanto gli imprenditori devono pagare. E va bene è importante . Ma il nocciolo della legge che è stata momentaneamente congelata, e non per colpa di Carrara, dice delle cose importanti riguardo alle ricadute sul territorio. Vedi impegno sulla filiera. Questo processo non si può fermare. Questo sarà la cosa più importante al tavolo con gli industriali. E lì che si valuterà la volontà o meno di accettare quella filosofia del Pd di ricaduta della ricchezza sul territorio.

Quarto, il porto. Le idee di Messineo sono brillanti e quelle riguardo alla croceristica possono essere attuate con quello che abbiamo. Visto che gli attracchi non sono più così numerosi come prima , il molo di ponente può essere utilizzato per fare la stazione croceristica. Ma c’è altro...».

E cosa c’è d’altro Delia?

«C’è una logica regionale, voluta dal presidente Enrico Rossi che guarda alla rivalorizzazione della costa. Infrastrutture, investimenti nel settore industriale. E’ importante essere compatti, avere una linea precisa, altrimenti soldi e altro andranno altrove».

Si torna al tavolo provinciale dunque?

«Anche. C’è bisogno di una sintesi, c’è bisogno di chiarezza sulle linee di sviluppo del nostro territorio. C’è bisogno anche di un Pd che porti queste istanze nelle sedi giuste».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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