Il presidio
Falsi incidenti stradali in cinque a processo
Un avvocato, due carrozzieri e due prestanome rinviati a giudizio dal gup Secondo l’accusa inscenavano sinistri inesistenti per incassare l’assicurazione
MASSA. Ci sarà un processo per la (presunta) truffa alle assicurazioni che cinque persone – un avvocato, due carrozzieri e due cittadini lunigianesi definiti “prestanome” – avrebbero organizzato “mettendo in scena” falsi incidenti stradali per ottenere indennizzi e risarcimenti. Così ha deciso ieri il giudice per le udienze preliminari Antonia Aracri, che ha accolto le richieste dell’accusa rappresentata in aula dallo stesso procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro. La gup ha dunzue rinviato a giudizio l’avvocato Paolo Monticelli (originario di Sanremo e residente a Carrara difeso dall’avvocato Paolo Pasquali con l’imputazione di falso in scrittura privata e falsità ideologico in certificati: due carrozzieri di Avenza, Davide e Alessandro Del Padrone (assistiti dal legale Giancarlo Caricato), per falsa testimonianza e fraudolento danneggiamento dei beni assicurati (reato contestato in concorso con l’avvocato Monticelli) e due “prestanome”: Mirko Babbini di Ortonovo (assistito dall’avvocato Claudia Bugliani) e Riccardo Frediani di Carrara difeso dal legale Alessandro Ravani di Aulla. La prima udienza del dibattimento è fisata per il 2 febbraio prossimo.
Parti offese saranno diverse compagnie assicurative, in prima filai Unipolsai (già Fondiaria -Sai), che sarebbe tra le compagnie che ha subito i danni più rilevanti.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, i cinque imputati, con ruoli diversi avrebbero simulato sinistri stradali con danni ai mezzi ma anche alle persone in realtà inesistenti. Allo scopo di ottenere in modo indebito gli indennizzi assicurativi. Un “modus operandi” che sarebbe avvenuto attraverso false dichiarazioni con cui poi venivano certificati i presunti sinistri e ottenuti i risarcimenti. Somme relative ai danni subiti dai veicoli che venivano messi nero su bianco dai carrozzieri di Avenza. E che si concludevano sempre con la constatazione amichevole del sinistro stesso, con relativo indennizzo da parte dell’assicurazione. Un risarcimento che veniva avvalorato da un preventivo “confermato in ogni sua voce, spesa e danno” dai titolari della carrozzeria.
Secondo la procura della Repubblica queste truffe sarebbero state messe in atto (da altri soggetti) con identiche modalità, con analoghe modalità truffaldine in diverse altre parti d’Italia. (c.f.)
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