Il presidio
Ex Mediterraneo, il degrado è servito
Cantiere abbandonato, rovi e sporcizia al posto dell’hotel
CARRARA. «Ma come si fa a parlare di Natale, di luci e addobbi? Ogni volta che si passa da via Genova, nel cuore di Marina, ci troviamo davanti questo scempio. Questo è il biglietto da visita del nostro territorio».
I più arrabbiati sono gli anziani che, approfittando del clima ancora tiepido a marina viaggiano in bici, arrivano fino alla pineta a piedi, o sbrigano le commissioni alle Poste poco distanti. Loro quell’albergo se lo ricordano quando era ancora aperto, quando, nei periodo di grande fasto, ci andavano gli attori e le attrici: da Valeria Marina alla eterea Alessandra Martinez, e a una star internazionale come Liza Minnelli.
Ora, al posto della vecchia moquette e dei lampadari barocchi c’è una recinzione verde, di plastica attorno a un cantiere abbandonato in cui si vedono solo i ferri delle fondamenta. La recinzione è rotta in più parti, sfilacciata. E in vari tratti escono fino sul marciapiede i rovi, una vegetazione spontanea che contribuisce ad appesantire un immagine di abbandono e di trascuratezza.
Dal progetto Mario Botta al cantiere abbandonato. Una volta c’era il cartello che indicava i lavori, la ditta appaltatrice. Una parvenza di fattività che è durata poco.
Poi più nulla, è stato tolto anche quello perché i lavori ormai sono bloccati da anni. Nel 2008 il vecchio hotel è stato raso al suolo con le migliori intenzioni. Al suo posto, così aveva assicurato la Porto spa che si era comprata l’immobile e il terreno, doveva nascere un albergo di quelli che Marina non ne aveva mai visti. Una perla che lo stesso presidente della Porto, Enrico Bogazzi, aveva definito brutto. Ma forse non così brutto visto che - dicono im i vecchi marinelli - è proprio il caso di dirlo, a dare il colpo di grazia ci ha poi pensato lui, con quel cantiere abbandonato, divenuto simbolo di un territorio che fatica a ripartire. E che con gli alberghi incompiuti deve già fare i conti da quasi trent’anni, con lo scheletro del Marble hotel che doveva ospitare i tifosi di Italia Novanta e che in realtà non è mai stato nemmeno finito. Ma questa è un’altra storia.
Perchè i lavori, anche all’ex Mediterraneo, non sono in realtà mai andati oltre le fondamenta. E ormai da quasi otto anni quell’area a due passi dal porto costituisce una delle piaghe di Marina di Carrara.
Zanzare, topi e miasmi. Il degrado e l’abbandono non sono solo una sensazione visiva. Ci sono anche altri aspetti, che si possono solo raccontare. Uno è quello degli odori, dei cattivi odori. Basta costeggiare il marciapiede, sconnesso e con l’asfalto completamente roviinato per sentire miasmi, di urina e di marcio, che arrivano proprio dall’area occupata dal cantiere in disarmo. In estate, raccontano alcuni residenti della zona quando si accorgono che stiamo facendo le fotografie alle fondamenta dell’ex hotel, il problema più grosso sono state le zanzare. «Qui non ci potevi nemmeno passare, soprattutto la sera erano un’infinità proprio accanto alle pozze di acqua stagnante dentro al cantiere». E i disagi legati alle condizioni di degrado dell’area sono anche altri: i topi che, in mezzo a rovi e sporcizia hanno trovato un habitat ideale per scorazzare, spesso facendo anche qualche capatina nelle zone limitrofe.
I giardini storici “mangiati”. Erano una delle ricchezze di Marina, i giardini storici, accnato al Mediterraneo che sono stati “mangiati” dalle ruspe durante la prima, e ultima per ora, fase dei lavori. Sì perché nel progetto firmato dall’architetto che si è occupato anche del restauro del teatro della Scala, era prevista anche una rivitalizzazione del lotto, con negozi, uffici, nuove aree verde. Insomma un pacchetto completo. Un progetto che avrebbe dovuto portare turisti, ma anche vitalizzare quell’area di Marina che si trova tra viale XX Settembre e il porto.
Da anni, estate dopo estate, i turisti trovano ad accoglierli non l’ hotel di lusso presentato con tanta enfasi alla stampa più di otto anni fa. Ma nemmeno un albergo decoroso, magari con qualche pretesa in meno.
Da anni, anche per questo Natale, chi arriva a Marina dal viale XX Settembre troverà una recinzione verde sfilacciata e un albergo che non c’è.
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