Il presidio
Cava Fornace torna in mani pubbliche
È l’idea del Comune di Prato che è socio di maggioranza Buffoni: così la gestione sarà più trasparente ed efficace
MONTIGNOSO. Non è una certezza, ma quasi. Discarica Fornace diventerà interamente pubblica. Questo perlomeno è il progetto dell'amministrazione comunale di Prato, che è il socio maggioritario, con il 51% delle quote, della Programma Ambiente Apuane spa, società mista che gestisce la discarica.
E il piano non sembra dispiacere nemmeno all'amministrazione di Montignoso – comune dove è situata la discarica – che, anzi, vede nell'operazione un modo di «rendere più trasparente ed efficiente la gestione dei rifiuti nel territorio», dice il sindaco Narciso Buffoni. Il tutto è emerso, settimana scorsa, durante un incontro fra il primo cittadino montignosino e il vicesindaco di Prato, Simone Faggi, resosi necessario per due motivi. Anzitutto, perché, da ormai quasi un anno, sulla società apuana pende un'interdittiva antimafia della prefettura, con tanto di ricorso al Tar, da parte dell'azienda, perso. Ad agosto l'intero consiglio di amministrazione della Programma Ambiente Apuane è stato sostituito con un amministratore unico, il pratese Massimiliano Arrigoni.
Ma la società rimane fuori dalla white list. Inoltre, il prossimo anno, scadrà il contratto di affitto dell'area (una ex cava) di proprietà dei Viti. Si trattava quindi di decidere, e anche velocemente, sul futuro della discarica. Le due amministrazioni comunali hanno scelto di puntare alla ripubblicizzazione. Che tradotto significa: acquisto delle quote restanti all'interno della Programma Ambiente Apuane Spa da parte della Programma Ambiente, società partecipata a sua volta al 100% dalla Asm di Prato, società di trattamento rifiuti interamente pubblica presieduta (dal 5 ottobre ottobre) da Gianluca Tapparini. «Rappresenta un'opportunità per tutta la regione – commenta il vicesindaco pratese – per chiudere il cerchio del servizio integrato. In quella discarica infatti ci vanno rifiuti speciali, quali l'amianto che è presente nel nostro territorio in maniera considerevole».
E aggiunge: «Quello è un posto che ha tutte le caratteristiche per garantire la sostenibilità ambientale e la risoluzione del problema», dimenticando però, forse, che la discarica è situata a duecento metri dall'area protetta del Lago di Porta e che secondo un'inchiesta pubblica della Provincia di Massa Carrara per l'autorizzazione dell'impianto mancano le valutazioni ambientali e idrogeologiche.«Se ci sono risultanze da parte di enti che sono legittimati a farlo e che ci dicono che lì non possiamo fare nessun tipo di discarica noi il giorno chiudiamo - assicura Faggi – Però, chi ce lo deve dire, non è “un chiunque”, ma le istituzioni competenti. E, al momento, non mi risulta che ci siano delle prescrizioni impeditive sull'uso della discarica». Il sindaco di Montignoso conferma:«l'intenzione è quella di andare a aumentare la partecipazione pubblica e se non si troverà un accordo con i Viti si aprirà un problema da gestire». Contrari all'operazione i Cinque Stelle.
«È la solita logica – commenta il consigliere comunale, Paolo Lenzetti – Fino a quando c'è il guadagno rimane ai privati, quando sorgono i problemi subentra il pubblico. E le generazioni future si troveranno con questo fardello. Noi – continua – non siamo contrari alla discarica a priori, ma non la vogliamo sopra un'area protetta. E passando al pubblico, vuol dire che non verrà mai chiusa».
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