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Banda dei torpedoni: slitta l’udienza per i furti di pullman

MASSA. Bisognerà aspettare fino a gennaio per conoscere le sorti della “banda dei torpedoni”, accusata di avere rubato quattro pullman granturismo, il primo a Marina di Massa, gli altri tre a...

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MASSA. Bisognerà aspettare fino a gennaio per conoscere le sorti della “banda dei torpedoni”, accusata di avere rubato quattro pullman granturismo, il primo a Marina di Massa, gli altri tre a Montecatini. Il gup del tribunale di Massa, chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio dei sei componenti della “organizzazione” – nei confronti dei quali viene mossa anche l’accusa di associazione a delinquere – ha rinviato l’udienza. Motivo: un errore di notifica a uno degli indagati, al quale sarebbe stato recapitato un atto non tradotto nella sua lingua madre.

I sei vennero arrestati dalla polizia stradale di Firenze, nel gennaio del 2011 nell’ambito di un'inchiesta coordinata dalle Procure della Repubblica di Pistoia e Massa. Milan Djordjevic, 21 anni, serbo; Dragan Petric, 48 anni, serbo; Drazen Bakic, 34 anni, serbo; Nikola Seovic, 25 anni, croato; Giuseppe Crisafulli, 47 anni, di Napoli Pasquale Topo, 28 anni, anch’egli napoletano (questi ultimi due difesi dall’avvocatessa Claudia Volpi) sarebbero, secondo l’accusa sostenuta dal capo della Procura di Massa Carrara Aldo Giubilaro (ma l’inchiesta è stata istruita dal sostituto Vito Bertone) vennero arrestati dalla polizia stradale di Firenze, su ordine del sostituto Bertone, nel contesto dell’operazione denominata “Sretan put”, buon viaggio in serbo. Secondo quanto emerso dalle indagini, in cui un ruolo determinante lo hanno avuto telecamere nascoste e intercettazioni, la banda agiva su commissione. Dai paesi dell'Est i sei ricevevano l'ordine di rubare determinati mezzi con caratteristiche precise. Particolare, questo, avvalorato dal fatto che gli inquirenti avevano spiato e ripreso con telecamere nascoste ripetuti giri dei componenti della gang attorno ai bus parcheggiati a Montecatini e Marina di Massa: cercavano il modello richiesto dai “clienti”.

I bus granturismo venivano poi riciclati con documenti fasulli. Un bus veniva pagato dai mandanti dei furti sui 40mila euro. Si tratta di pullman che possono costare dai 150 ai 300mila euro. Un affare per tutti, insomma. Da chi chiedeva il torpedone a chi si prendeva la briga di rubarlo e consegnarlo oltre frontiera.

Uno dei bus rubati a Montecatini venne ritrovato al confine tra Ungheria e Serbia già predisposto per essere riciclato sul territorio dell'ex Jugoslavia. Non è mai stato recuperato, invece, l’autobus granturismo del valore di oltre 150.000 euro scomparso a Marina di Massa, lasciando a piedi una comitiva di turisti.

L’inchiesta condotta fra Montecatini e Massa ha stroncato una parte del traffico di pulmann da turismo rubati che ha dimensioni inaspettate: secondo fonti del ministero dell’Interno spariscono ogni anno quasi 500 mezzi di questo genere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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