Il Tirreno

Tre mercati coperti stesso degrado, identico abbandono

di Cinzia Chiappini
Tre mercati coperti stesso degrado, identico abbandono

Un report da Carrara a Marina passando per Avenza Strutture fatiscenti, vetri divelti e sporcizia ovunque

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CARRARA. Fino alla fine degli anni ’90 hanno rappresentato un punto di riferimento per la vita cittadina, il luogo prediletto dalle massaie per gli acquisti “freschi di giornata”. Col tempo non hanno retto la concorrenza della grande distribuzione e si sono spopolati: oggi le strutture che ospitavano i mercati coperti di Carrara, Avenza e Marina sono sottoutilizzate e in buona parte abbandonate al degrado. Tra le proteste dei cittadini per i vetri che cadono a pezzi e le coperture di amianto divelte dal vento, sono in molti a chiedere all’amministrazione di trasformare questi edifici c in luoghi di aggregazione da mettere a disposizione della città. Un’idea condivisibile, replicano da Piazza Due Giugno, ma non facile da realizzare.

Qui Carrara. Progettato da Luigi Piccinato, uno dei grandi dell’architettura italiana, il mercato coperto del centro città fu realizzato nei primi anni ’70 ed è rimasto fino all’inizio del nuovo millennio un luogo vitale e frequentato. La prima spallata è arrivata con l’alluvione del 2003 che ha provocato danni ingenti all’edificio affacciato sul Carrione e alle attività che all’epoca ancora numerose vi erano insediate. Il resto l’ha fatto la concorrenza della grande distribuzione, che approdata in centro, ha stroncato le speranze dei pochi commercianti rimasti alla “Lugnola”. L’ultimo ad arrendesi, nel 2013, è stato Cesare Marchi che dopo sei anni di proteste e contenziosi col gestore, ha chiuso i battenti della sua macelleria. Da allora – e verrebbe da dire, ancora prima di allora - la struttura e i suoi dintorni versano in condizioni di degrado: l’immobile è di proprietà del Comune di Carrara che nel 1992 ne ha affidato la gestione per 90 anni alla Cooperativa La Rota, vincitrice di un bando di gara. «Il problema in questo caso è che non abbiamo le mani libere» commenta il sindaco Angelo Zubbani ricordando che la convenzione è stata siglata a seguito di una gara in cui era previsto l’affidamento di uno spazio «vincolato all’uso di attrezzatura pubblica di quartiere». «Intervenendo sul vincolo e cambiando la destinazione di questa struttura si rischia di scatenare una guerra legale con chi partecipò al bando» spiega il primo cittadino, aggiungendo che, un paio di anni fa, fu la stessa Rota a proporre un cambio di destinazione d’uso per consentire l’insediamento di negozi di vicinato. «Nulla da fare, i nostri legali ci sconsigliarono di mettere in atto quel provvedimento perché il municipio avrebbe rischiato di uscire sconfitto dal tribunale» ha dichiarato Zubbani. Insomma a meno di un improbabile miracolo che trasformi la struttura della Lugnola in una Boqueria (il celebre mercato coperto di Barcellona, ndc) in salsa carrarina, i margini di rilancio del mercato coperto cittadino sono davvero risicati: «Quello che è certo è che l’edificio non può e non deve essere tenuto in quelle condizioni, serve più decoro» ha dichiarato perentorio il sindaco, annunciando di aver già segnalato alla cooperativa il mancato rispetto di alcuni articoli della convenzione. Che questo possa essere un appiglio per rescinderla? Niente affatto, secondo gli avvocati del municipio le violazioni non sono sufficientemente gravi.

Qui Avenza. Stesso progettista e stessa epoca del suo “gemello” carrarese, il destino del mercato coperto di Avenza sembra aperto a migliori speranze. Dismesso a metà degli anni ’90, nonostante la struttura di pregio e la collocazione “strategica”, è ormai da vent’anni in completo stato di abbandono. Le sue porte sono state riaperte, di recente, per far posto al suo interno all’archivio del Tribunale di Carrara, dopo l’accorpamento con Massa. Intanto la struttura ha iniziato a perdere letteralmente i pezzi ed è di pochi giorni fa la segnalazione del Consiglio dei Cittadini di Avenza per un vetro pericolante, messo in sicurezza nelle ore successive. Oggetto di svariate tesi di laurea, con interessanti proposte di riqualificazione e destinazione d’uso, la struttura di proprietà del Comune è “ambita” da molti: nel 2007 la Asl1 chiese al municipio una variante, per realizzarvi una palazzina di 5 piani da destinare al Centro di Prevenzione. «Questa ipotesi ormai è completamente superata perché quel servizio andrà a Monterosso» spiega oggi il sindaco Zubbani, annunciando che tra le soluzioni più gettonate ci sono quella del centro polifunzionale e del parcheggio a due piani. «Queste due opzioni potrebbero anche sposarsi in una terza soluzione che contempli sia il parcheggio sia il centro polifunzionale» ha aggiunto il primo cittadino. Che fare dunque di questa struttura per così dire “immediatamente disponibile?”: «Affronteremo il tema nell’ambito della discussione del Piano Operativo Comunale e quindi anche attraverso un processo di ascolto della cittadinanza e della società civile» ha garantito Zubbani ammettendo che sì, «i tempi sono lunghi ma non certo infiniti» visto che la sua amministrazione conta di adottare il Poc entro fine legislatura. Questo significa che nel giro di un anno e mezzo, gli avenzini potrebbero quanto meno conoscere quale sarà la destinazione del loro vecchio mercato coperto.

Qui Marina di Carrara. Nonostante dal punto di vista architettonico sia sicuramente di minor pregio rispetto alle strutture di Carrara e Avenza, il mercato coperto di via Fiorillo è quello sopravvissuto meglio alla dismissione dei banchi di alimentari e ortofrutta, avvenuta nei primi anni 2000. A oggi questo edificio è occupato per almeno la metà della sua superficie da attività commerciali: proprio grazie all’insediamento di alcuni negozi, la struttura è stata riqualificata e non ha certo i problemi di degrado degli altri due ex mercati coperti. Le difficoltà però anche qui non mancano a iniziare dal tetto in cemento amianto: è di qualche giorno fa la notizia di un intervento di sistemazione di un tratto di copertura, divelto dalla tempesta di vento del 5 marzo scorso. Dopo mesi di segnalazioni, l’amministrazione si è mossa grazie anche alla petizione lanciata da commercianti e residenti della zona. Un lavoro parziale, come ha spiegato l’assessore all’Ambiente Massimiliano Bernardi, annunciando che Palazzo Civico è alla ricerca delle risorse necessarie a completare la bonifica. In attesa di questo intervento le proposte su come utilizzare gli spazi liberi non mancano: tra le prime consegnate all’amministrazione c’è quella della ex circoscrizione che a suo tempo suggerì di realizzarvi un centro polifunzionale in grado di ospitare i servizi distaccati del municipio e le sedi delle associazioni del territorio. «Delle tre è sicuramente la struttura più vitale» ha commentato il sindaco. E gli spazi rimasti vuoti? «Al primo piano, completamente sgombero, sono stati sistemati gli arredi del Politeama che speriamo di riuscire prima o poi a riportare nella loro sede originale» ha replicato Zubbani. E poi, dopo l’incendio che a settembre ha colpito il Centro Tuscania, Apuafarma sta valutando di trasferire proprio in via Fiorillo il suo magazzino dei medicinali. Ma la priorità resta l’intervento di rimozione della copertura in amianto.

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