Il Tirreno

Lunigiana

I cittadini: «Rinviare la chiusura del PonteMagra»

di Fabrizio Palagi
I cittadini: «Rinviare la chiusura del PonteMagra»

Gli abitanti chiedono la realizzazione di un guado

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VILLAFRANCA. A quattro anni esatti dall’ondata di piena che travolse PonteMagra, lesionandone gravemente le già precarie arcate colpite a ripetizione da altre fiumare, fino al punto di causare il crollo della parte centrale della struttura che unisce i territori comunali di Mulazzo e Villafranca, una partecipata assemblea popolare ha sancito che, visti i disagi patiti sinora dalla viabilità, sarebbe opportuno rinviare la chiusura del transito fissata al prossimo 27 ottobre per permettere i lavori di ricostruzione del ponte, attualmente usufruibile a metà.

Infatti la parte spazzata via dal fiume è stata provvisoriamente sostituita da un ponte Bailey che, secondo il piano dei futuri lavori, prima dovrebbe essere smontata e poi adagiata sul greto del Magra per creare una sorta di guado in travatura metallica con fondo in tavole.

La realizzazione di tale guado è però la soluzione numero due, essendo, la prima, relativa all’utilizzo della corsia di emergenza della Parma-Mare, imitando quando fatto di analogo a Stadano dopo il crollo del ponte omonimo, travolto dall’alluvione del 2011.

Tornando all’assemblea popolare di lunedì sera, organizzata dalle minoranze comunali di Villafranca e Mulazzo, ecco il dettaglio di quanto discusso e richiesto dai cittadini presenti, tra cui figuravano Mario Guastalli e Roberto Malaspina.

Si tratta di un documento-manifesto dei cittadini rivolto alle istituzioni (Provincia-Comuni di Villafranca e Mulazzo) in cui si legge: «Preso atto della carenza istituzionale nelle informazioni relative alle problematiche dell’imminente chiusura del PonteMagra, rilevato che prima dell’appalto dei lavori e/o della loro consegna dovevano essere già individuate le soluzioni alternative; evidenziate le modalità poco consone con le quali sono state portate avanti le procedure senza il coivolgimento democratico della popolazione e senza tener conto del disagio effettivo dei cittadini interessati; insoddisfatti delle soluzioni alternative prospettate e apprese finora solo a mezzo stampa, cittadini di Villafranca e di Mulazzo si sono autoconvocati in assemblea pubblica lo scorso lunedì 19 ottobre nel salone Voltato del museo etnografico di Villafranca, preoccupati per le criticità e le gravi conseguenze derivanti da tale decisione. L’impatto fortemente negativo sulle attività imprenditoriali, lavorative, della frequenza scolastica, dell’assistenza medica e delle altre attività inerenti la vita sociale dei Comuni interessati, è di una gravità inestimabile. Le soluzioni alternative annunciate, come viabilità alternativa verso Lusuolo, passerella pedonale, bus navetta, non sono ritenute valide, sostenibili e risolutive del problema. Al fine di evitare tensioni sociali che potrebbero portare ad azioni energiche e a sofferenze della popolazione, si chiede che la chiusura del ponte debba essere assolutamente e inderogabilmente preceduta da una delle seguenti soluzioni: utilizzo della corsia d’emergenza Autocisa, sia essa corsia nord o corsia sud, oppure la costruzione di un guado».

A fine dello scorso settembre, un briefing tra i Comuni di Villafranca e Mulazzo, alla presenza di tecnici e rapresentanti le due amministrazioni comunali, programmò i lavori di consolidamento delle pile del ponte. Una fase in cui è necessario chiudere la strada per motivi di spazio e di sicurezza, con lavorazioni particolarmente complesse e rischiose. Da qui la prevista chiusura dal 27 ottobre. Per evitare l’isolamento stradale di parte delle due cittadinanze e andare incontro agli inevitabili disagi, venne decisa la creazione di una passerella pedonale che collegherà i due Comuni confinanti. A chiedere insistentemente un collegamento, anche solo pedonale, tra i due Comuni frontisti era stata l’amministrazione di Mulazzo quando, a seguito dell’incontro pubblico del maggio

scorso, aveva girato a Provincia e Regione Toscana un’istanza in cui si evidenziavano i notevoli disagi arrecati alla popolazione, alle attività commerciali e scolastiche dalla chiusura del transito veicolare e si ribadivano le possibili soluzioni per non creare troppi problemi, ipotizzando in alternativa al guado veicolare (che i tecnici incaricati avevano dichiarato tecnicamente non fattibile in ragione della portata idraulica del fiume Magra), la realizzazione di una passerella pedonale sull’asta del fiume.

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