Il Tirreno

Lunigiana martellata dalle bombe per 99 volte

di CORRADO BENZIO
Lunigiana martellata dalle bombe per 99 volte

Ecco la foto della chiesa di San Pietro a Pontremoli completamente distrutta Il giorno dopo la fine ufficiale del conflitto fu attaccata ancora la Cisa

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di CORRADO BENZIO

Furono 99 i bombardamenti che da settembre del 1944 all’aprile del 1945 colpirono la Lunigiana.

Bombardamenti alleati, portati a termine da aerei americani (le famose o famigerate Fortezze Volanti, i B17), inglesi e anche brasiliani.

Da Aulla a Pontremoli la valle del Magra fu talmente tartassata anche l’ultimo attacco avvenne il 26 aprile di 70 anni fa quando aerei della Us air force bombardarono sulla Cisa le truppe tedesche in ritirata. Di fatto il giorno dopo la fine ufficiale del conflitto in Italia (che noi festeggiamo il 25 aprile) gli aerei alleati continuarono a volare sulla Lunigiana.

Con risultati terribili, come si vede nella foto che oggi pubblichiamo. Le rovine, o comunque quello che resta della chiesa di San Pietro (poi completamente ricostruita in fattezze moderne) sono il risultato del bombardamento sulla zona sud di Pontremoli del 16 settembre del 1944. Nello sganciamento delle bombe morì anche un civile. Si trattava di Carlo Azzaroni, aveva solo 55 anni ed era sfollato a Pontremoli da La Spezia, dove la situazione dei bombardamenti sembrava peggiore.

Il bombardamento che distrugge San Pietro arriva dopo una serie di azioni dal cielo. Pontremoli viene bombardata il 6 settembre, colpendo soprattutto la stazione ferroviaria. Poi gli aerei tornano il 13, il 16 ed io 17 settembre. Ci sono morti e distruzioni.

L’obbiettivo degli Alleati è noto. Si vuole rendere complicato, fin dal 1944, il transito di uomini e mezzi sulla statale della Cisa. Una delle poche vie di comunicazioni ancora aperte per raggiungere la Pianura Padana.

C’è la Cisa e c’è anche la linea ferroviaria pontremolese. Ma gli sforzi degli Americani si concentrano sulla Cisa. Dove attaccano anche i partigiani nascosti sulle montagne. Attacchi alle pattuglie e sabotaggio delle infrastrutture sono all’ordine del giorno nella valle del Magra. E non a caso i Tedeschi ed i Fascisti repubblichini sono costretti a trattenere in zona ingente truppe per la repressione di quelli che loro chiamano banditi.

E anche i rastrellamenti sono pesanti. Uno creerà anche problemi all’interno del movimento partigiano. Perchè alcuni capi dei «ribelli» sarebbero stati sorpresi dall’attacco tedesco perchè intenti in colloqui amorosi in una casa di tolleranza.

Altri tempi, altre polemiche, altre accuse. La verità è che l’attenzione tedesca sulla Cisa era totale. Il comando germanico occupò Pontremoli già il 12 settembre del 1943, quattro giorni dopo la proclamazione dell’armistizio da parte del maresciallo Badoglio. Fu un’occupazione che diventò subito cruenta. Il primo ottobre 1943 vengono uccisi due soldati tedeschi. Scatta la rappresaglia, ma alla fine si trovano gli autori. Sono due ex prigionieri inglesi in fuga . Usciti dai campi di prigionia dopo l’armistizio sono sorpresi dall’occupazione del suolo italiano da parte degli uomini del feldmaresciallo Kesselring.

I due ufficiali inglesi vengono fucilati sul passo della Cisa. Ma non è finita qui. Al Comune di Pontremoli viene comminata una multa da 30mila lire. Come si legge sul sito dell’Istituto storico della resistenza apuana, presieduto da Paolo Bissoli, motivo della multa era l’assistenza data dalla popolazione ai due inglesi. Al momento della cattura – denunciarono i tedeschi – avevano con loro carne arrostita ancora calda. Quindi fornita da qualcuno del posto.

La fucilazione dei due sudditi di Sua Maestà era solo l’inizio di 20 mesi di durissima rappresaglia.

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