Il presidio
In tribunale causa da 44milioni di euro al Comune di Carrara
Un errore di trenta anni fa rischia di costare molto caro all'amministrazione comunale
CARRARA. Una gigantesca spada di Damocle (un’altra dopo quella da 7,4 milioni della prima tranche dei ricorsi vinta dagli industriali del marmo) incombe sul bilancio comunale. È un’eredità delle vecchie amministrazioni e risale a una trentina di anni fa. Ma sta di fatto che si discute ora in tribunale la maxi-richiesta di risarcimento danni di 44 milioni di euro presentata dalla Paradiso, società immobiliare dell'industriale del marmo Andrea Franzoni.
Una storia, abbiamo detto, vecchia di trent'anni, che dopo il passaggio in Cassazione che ha dato ragione nel merito alla Paradiso, è tornata, il 2 ottobre scorso, in tribunale a Massa, davanti al giudice Domenico Provenzano a cui spetta il computo di quantificare il danno tenendo conto da una parte della richiesta dell’industriale, dall’altra della perizia del ctu (scesa a 11 milioni) e dall’altra dalle conclusioni dei legali del Comune che chiedono un ulteriore ribasso di un terzo.
In sostanza, bene che vada, sembra proprio che il Comune dovrà sborsare più di 3 milioni di euro e non fra trent’anni, ma la prossima primavera.
La vicenda. 44 milioni di euro. Tanto chiede la società immobiliare Paradiso spa all'amministrazione per il danno e la "mancata chance" nella gara d'appalto degli anni Ottanta per la costruzione dei palazzi di edilizia popolari e del supermercato Coop di Avenza. In sostanza la società di Franzoni sarebbe stata estromessa da quella gara che cambiò il volto a una delle zone di Avenza.
La società Paradiso spa già negli anni passati aveva quantificato i danni in 44 milioni, il ctu ha fatto scendere, con la sua perizia, la stima a 11 milioni. Ma, anche ridotta di un terzo si tratta sempre di una somma consistente che il Comune dovrà rimborsare a Andrea Franzoni perché per la Corte di Cassazione il danno c’è stato perché, così si è espressa la Suprema corte, in sostanza il Comune scelse un altro dei tre concorrenti per il maxi progetto in zona Coop, ma - stando alla Cassazione, senza motivare il perché.
La vicenda è arrivata, dopo trent’anni, in tribunale a Massa. E a primavera dovrebbe esserci pure la sentenza, o meglio la quantificazione dei danni affidata al giudice Domenico Provenzano.
I conti che, per il Comune, non tornano. La stima del danno che avrebbe patito la Paradiso di Andrea Franzoni si può ricostruire, anche in maniera non troppo tecnica (questo è quanto è messo nero su bianco in oltre 100 pagine di perizia depositata al giudice).
Andando più a braccio, per rimediare all'emergenza sfratti, chi costruiva i palazzi aveva diritto ad affittarli ad equo canone per vent'anni, e poi li avrebbe potuti mettere sul mercato; aveva diritto inoltre a costruire il centro commerciale.
115 appartamenti più l’intero complesso commerciale della Coop. A mettere milioni su milioni si fa presto.
L’iter davanti al giudice. Dopo l’udienza del 2 ottobre scorso il giudice Provenzano ha concesso 60 giorni per presentare le conclusioni alle due parti. Poi ce ne saranno altri venti per le repliche e infine dovrebbe arrivare la sentenza. Si parla, anche se non c’è nulla di già fissato della prossima primavera.
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