Il Tirreno

Fusione Crc - Carige, salvi i posti di lavoro e il ruolo operativo

di Cinzia Chiappini
Fusione Crc - Carige, salvi i posti di lavoro e il ruolo operativo

Il sindaco Zubbani e il presidente della Fondazione «Abbiamo ottenuto il massimo risultato possibile»

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CARRARA. La fusione per incorporazione di Crc da parte di Carige era inevitabile: invece di combattere contro i mulini a vento, amministrazione comunale e Fondazione hanno fatto una serie di sforzi che hanno permesso alla città di conseguire il massimo risultato possibile ovvero mantenere il marchio, tutelare i posti di lavoro e garantire a Carrara la sede operativa di zona. Lo hanno detto il sindaco Angelo Zubbani e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara Antonio Pincione in vista dell’imminente fusione, fissata per metà dicembre, tra Crc e gruppo Carige.

Niente cambio di insegne, il nome “Cassa di Risparmio di Carrara” è salvo e nemmeno un posto di lavoro andrà perduto perché, nonostante per un certo periodo si sia rischiato il trasferimento di una novantina di addetti, tutti i 296 dipendenti rimarranno esattamente dove sono mentre, cosa non certo trascurabile, Carrara avrà lo status di “sede operativa di zona” del Gruppo Carige per l’area del levante ligure essendo riuscita a “soffiare” alla Spezia un ruolo strategico per il territorio a est di Genova. Sono questi gli obiettivi che amministrazione carrarese e Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara sono riuscite a conseguire con quello che il sindaco Zubbani ha definito un «lavoro portato avanti nell’ombra nel corso degli ultimi due anni».

Si è trattato, hanno spiegato il primo cittadino e il presidente della Fondazione Antonio Pincione del «massimo risultato conseguibile» perché l’assorbimento di Crc da parte di Carige era «un passaggio inevitabile». Lo dimostrano, hanno detto Pincione e Zubbani, i diktat della Bce e il trend che ormai da qualche anno vede i vari istituti bancari “accorparsi” sotto poche grandi sigle: «Di Casse di Risparmio non ne è sopravvissuta nemmeno una» ha osservato Pincione, rivendicando gli sforzi fatti dalla sua Fondazione. «Al di là delle polemiche non c’è stata alcuna sottovalutazione né tanto meno disinteresse. Semplicemente invece di combattere contro i mulini a vento abbiamo cercato di portare a casa il massimo» ha dichiarato il sindaco, accennando alle querelle dei mesi scorsi.

L’intervento di amministrazione e fondazione sul futuro della Crc arriva alla vigilia di un traguardo epocale: a metà dicembre la Cassa di Risparmio di Carrara sarà ufficialmente inglobata dal Gruppo Carige e così sarà sciolto il consiglio di amministrazione, quello dei revisori e l’istituto di via Roma perderà la sua autonomia.

«Un passaggio inevitabile» hanno ribadito a più riprese Pincione e Zubbani, che a qualche settimana da questa svolta hanno voluto rivendicare il lavoro a tutela degli interessi di Carrara. Due anni di impegno certosino, portato avanti dietro le quinte per garantire alla nostra città di continuare ad avere “voce in capitolo” all’interno di un gruppo di grandi dimensioni, dove far valere gli interessi del territorio non sarà semplice. Dopo una serie di investimenti imponenti, iniziati nel 2004, il passaggio fondamentale per le sorti della Crc è arrivato lo scorso agosto: «Abbiamo partecipato con 9 milioni di euro all’ultimo aumento di capitale di Carige, cosa che ci ha permesso di portare la nostra quota azionaria all’1,20%. Senza quell’investimento saremmo scesi allo 0,8% e avremmo perso voce in capitolo» ha spiegato Pincione parlando di un «pesante sacrificio» che probabilmente limiterà le capacità della Fondazione di investire su eventi e iniziative per tutto il 2016. «Con_Vivere non è in discussione» ha precisato subito il presidente, raccontando che proprio grazie all’impegno economico del suo istituto «la “nuova Crc” può sperare di rimanere uno dei motori del territorio». Con il suo 1,20% di azioni, la ex Crc è parte di un sodalizio con Coop Liguria e Crc di Savona, che la porta a essere parte di un gruppo che rappresenta il terzo azionista di Carige, con una quota del 4,17%. Una posizione conseguita grazie agli investimenti della Fondazione, ma anche al lavoro di Lucia Venuti (direttore di Amia e membro del consiglio di amministrazione di Carige, ndc) che, ha sottolineato Zubbani, ha ricoperto un ruolo strategico all’interno del Cda di Carige per la tutela degli interessi cittadini. «Resteremo al tavolo con l’azionista di maggioranza e potremo discutere del futuro del gruppo» ha ribadito il primo cittadino. Insomma, secondo Zubbani e Pincione, grazie alla strategia portata avanti da amministrazione e Fondazione - anche a suon di milioni di euro - la ex Crc può vantare un ruolo di riguardo all’interno di Carige: questo almeno fino alla prossima primavera quando è previsto il rinnovo del cda del gruppo. In quel momento si aprirà una nuova battaglia per trovare una mediazione con gli altri istituti del “patto” e provare a garantire la permanenza di un carrarese tra i 15 consiglieri di amministrazione. Ma questa è già un’altra partita.

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