Il presidio
Vuole stare con la fidanzata Mamma urla e lui chiama 113
MASSA. Aveva portato a casa la fidanzatina per stare in sua compagnia tutto il pomeriggio. Ma la mamma non voleva perché lui non solo ha smesso di studiare, ma non ha alcuna intenzione di trovarsi un...
MASSA. Aveva portato a casa la fidanzatina per stare in sua compagnia tutto il pomeriggio. Ma la mamma non voleva perché lui non solo ha smesso di studiare, ma non ha alcuna intenzione di trovarsi un lavoro. Soltanto stare con la ragazzina che ha conosciuto quest’estate al mare. E così l’ha sgridato. Energicamente. Anzi, ha tentato perfino di metterlo alla porta. Perché voleva stare da sola. Così il giovane, dopo aver battibeccato con lei, ha preso il telefonino e ha chiamato il 113 chiedendo alla polizia di intervenire perché la madre lo stava picchiando.
Gli agenti sono arrivati immediatamente temendo chissà che cosa, ma quando hanno suonato alla porta hanno visto che la donna era sì arrabbiata, ma non sembrava una persona che aveva perso le staffe. Così quando i poliziotti le hanno detto quello che aveva raccontato il figlio al loro collega del centralino lo ha chiamato immediatamente per chiarire la questione. E lui, rosso di vergogna, è tornato all’ovile. Scusandosi con la volante per il trambusto che aveva provocato: «Non mi ha picchiato - ha spiegato -, ma non voleva che la mia fidanzata stesse in casa con me. E per questo vi ho chiamati». I poliziotti hanno dovuto però dirgli che non si può dare l’allarme raccontando a una bugia e che gli interventi alle forze dell’ordine non mancano. Se lo farà ancora potrebbe essere denunciato, quindi.
Questo tipo di chiamate solitamente arriva di notte, preferibilmente nei weekend. Non passa giorno che il 112 non riceva almeno una telefonata allarmante. E le pattuglie intervengono. Di corsa, perchè le liti in famiglia, gli alterchi fra vicini possono finire male.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google