Il Tirreno

«Via le segherie dai margini di villa Ceci»

di Cinzia Chiappini
«Via le segherie dai margini di villa Ceci»

Il sindaco: pensiamo a delocalizzare le aziende che hanno sottratto aree di pregio al parco

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CARRARA. Il consigliere Francesco De Pasquale (M5S) ha presentato una mozione per chiedere di blindare villa Ceci e la Fossa Maestra da ogni ipotesi di edificazione, apportando le dovute modifiche al piano strutturale. «Pensiamo piuttosto a come delocalizzare le aziende del lapideo che hanno sottratto aree di pregio al parco» ha replicato il sindaco Angelo Zubbani. Il Piano Strutturale del Comune di Carrara contempla per Villa Ceci un l’insediamento di 1371 abitanti con l’edificazione fino a 91.000 mq nonché 3678 mq di parcheggi e anche per l’area della Fossa Maestra la possibilità di edificazione o più in generale di trasformazione del territorio naturale: trattandosi però di aree a “pericolosità idraulica molto elevata”, il sindaco e la giunta dovrebbero «iniziare il percorso per la variante al Piano Strutturale finalizzata alla completa esclusione di possibilità edificatorie» in queste zone. E’ questo in estrema sintesi il contenuto della mozione con cui il consigliere del Movimento 5 Stelle Francesco De Pasquale ha chiesto all’amministrazione di “blindare” da qualsiasi ipotesi di urbanizzazione Villa Ceci e la Fossa Maestra: l’esponente grillino ha ricordato come in occasione degli ultimi eventi alluvionali queste due zone abbiano subito allagamenti diffusi, a conferma dello loro status di aree a pericolosità idraulica molto elevata. « I cambiamenti climatici stanno sempre più dimostrando la fragilità del territorio» ha sottolineato De Pasquale chiedendo al sindaco e alla giunta di avviare subito le procedure per mettere a punto una variante al Piano Strutturale che escluda l’edificazione in quelle zone. Una prima risposta al consigliere pentastellato è arrivata da Leonardo Buselli (Psi) che ha ricordato come lo “scrivendo” Piano Operativo Comunale, provvedere a sancire il no al cemento nelle aree indicate da De Pasquale. Una rassicurazione confermata anche da Lucio Boggi (Pd) che ha ribadito come il suo partito si sia impegnato a impedire l’edificazione a Villa Ceci. Ancora più perentorio, se possibile, il sindaco Angelo Zubbani: «Il piano strutturale contemplava l’edificazione a Villa Ceci nella speranza di concludere la perequazione necessaria a realizzare in quell’area parco pubblico…adesso quell’ipotesi è superata e alla prima occasione di revisione di quello strumento provvederemo a formalizzare un impegno che abbiamo già sancito con una mozione». Ma il primo cittadino si è spinto oltre e ha dichiarato: «Piuttosto che ribadire qualcosa su cui siamo d’accordo perché non parliamo invece di come delocalizzare le segherie che si trovano in quell’area?». Si tratta, secondo il primo cittadino, di «attività che hanno sottratto aree di pregio al parco e che devono essere delocalizzate». Non solo: Zubbani ha auspicato un chiarimento sulla realizzazione dei piazzali su cui sono sorte molte di quegli impianti, dedicati per lo più alla lavorazione e alla segagione del marmo. Parole che suonano come una doccia fredda per le aziende di via Argine Destro, che poco più di una settimana fa, attraverso Assindustria avevano chiesto interventi urgenti per la sistemazione definitiva della sponda crollata un anno fa sotto la furia del torrente Carrione. La sensazione, dopo le dichiarazioni del Sindaco, è che quella ai margini di villa Ceci per loro non possa essere considerata una sistemazione definitiva.

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