Il Tirreno

in tribunale

Rimborsi, Barani si difende

L’ex sindaco spiega al collegio le sue trasferte: «Tutto regolare»

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MASSA. L’ex sindaco di Villafranca, il senatore Lucio Barani, si è difeso con piglio davanti al collegio presieduto dal giudice Giovanni Sgambati (a latere Trinci e Biasotti): documenti alla mano ha motivato le trasferte che ha fatto - perlopiù a Massa, ma qualcuna anche a Firenze e Roma - quando indossava la fascia tricolore. E soprattutto ha detto perché portava altre persone: «Erano assessori e collaboratori che erano funzionali alla questione che dovevamo affrontare». Il deputato ha parlato ininterrottamente per quasi tre ore di piani strutturali («era questo il progetto che più mi premeva e per approvarlo ho dovuto effettuare missioni nelle città dove si trovavano gli enti locali con cui mi dovevo confrontare o i progettisti») e viaggi. Sottolineando il motivo dei pranzi di lavoro («pause dopo incontri che dovevano proseguire nel pomeriggio) e la scelta dei locali («i più vicini al luogo dove avveniva l’incontro istituzionale»). A sostenere l’accusa il procuratore capo Aldo Giubilaro

Tra gli episodi contestati a Barani dalla guardia di finanza, che ha condotto l’inchiesta, ci sono missioni risalenti al periodo tra il 2008 e il 2009. Per le quali il Comune, secondo l’accusa, ha liquidato all’ex sindaco rimborsi spese per vitto, alloggio e trasporti, per alcune migliaia di euro. Alla sbarra oltre all’ex sindaco, ci sono ex assessori e un dirigente comunale: tutti accusati di aver usufruito di rimborsi per trasferte ritenute non istituzionali e, nel caso di Barani, per un infortunio domestico. Tra gli imputati Oscar Romiti (consigliere comunale), Fabio Locciola e Franchino Bassignani (entrambi ex assessori della giunta Barani) e Alfeo Bragoni, dirigente dell’ufficio finanze del Comune di Villafranca. Per tutti l’accusa è di peculato.

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