Il Tirreno

Mercato in centro, oggi la prova del nove

di Chiara Sillicani
Mercato in centro, oggi la prova del nove

Nuova cartellonistica, vigili agli incroci lungo l’Aurelia e via Carducci: la sfida dell’amministrazione per evitare il caos bis

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. L’amministrazione non potrà appellarsi alla pioggia: oggi è previsto sole e ancora sole. Se gli studenti arriveranno a scuola in ritardo, se raggiungere il luogo di lavoro sarà un’impresa titanica, se ci toccheranno file chilometriche sull’Aurelia, beh non sarà colpa del maltempo (che non c’è): toccherà puntare il dito solo e unicamente sul mercato in centro. Perché, dopo l’esordio sotto una pioggia battente, quella di oggi - parola di Uilian Berti, vicesindaco con delega alla viabilità - è davvero la prova del nove.

Palazzo civico non vuol certo replicare e se quella di martedì scorso è stata una mattinata da dimenticare, oggi la parola d’ordine è “evitare il bis”. Ecco quindi tavoli tecnici e riunioni per ridisegnare la viabilità, modificare cartelli, “giocare” sui minuti, riaprire (seppure parzialmente) viale Chiesa. Stamattina gli studi su mappe si tradurranno in realtà: strade off limits, figli da accompagnare, cartellino da timbrare.
Viabilità e orari. Il centro - dicevamo - è interdetto al traffico dalle 7, fa eccezione soltanto la corsia ascendente (dall’Aurelia verso il Teatro) di viale Chiesa. E se niente è più eloquente dell’esempio, non rimane che simulare il viaggio di due automobilisti diretti in via XVII Aprile dove si concentrano parecchie scuole. Se chi è al volante scende dalla montagna, lungo via Bassa Tambura, al semaforo con viale Trieste curverà per risalire verso gli istituti. Stessa soluzione per chi scende percorrendo viale Trieste. Nel caso l’automobilista sia diretto altrove, può procedere lungo via dei Margini fino all’Aurelia e da lì immettersi in via Croce. Chi sale in macchina a Turano o al Bagaglione per portare i figli a scuola, ha, invece, la possibilità di attraversare il centro: raggiunge il semaforo su viale Democrazia, all’altezza delle Poste, e percorre viale Chiesa. Può immettersi in via Cavour, via delle Mura, via Angelini. Deve farlo, però, entro le 8 e 15: dopo quell’ora, infatti, anche viale Chiesa è interdetto al traffico,gli ambulanti allestiscono i banchi e il mercato inaugura la sua attività .
Cartelli e strade alternative. Chiunque non debba raggiungere il cuore della città, è invitato a scegliere strade alternative. Anche in questo caso aiutano gli esempi: se arrivi dal Bagaglione o da Turano, puoi svoltare in via del Papino e raggiungere via Carducci, asse parallelo all’Aurelia. Il lungomare, considerata la stagione, può essere una soluzione per muoversi in direzione Carrara.

Il Comune - spiega il vicesindaco Berti - ha predisposto una nuova cartellonistica che informa della chiusura del centro e della possibilità di doversi mettere in coda e indica la viabilità alternativa.

«I cartelli - spiega Uilian Berti - sono stati collocati nelle zone nevralgiche, con particolare attenzione all’asse dell’Aurelia, sin dal confine con Montignoso e all’asse con via Carducci, all’altezza delle intersezioni».

Vigili in servizio dalle sette. Non solo una nuova cartellonistica, ma anche una trentina di vigili al lavoro: l’ingresso in servizio - spiega il comandante Santo Tavella - è stato anticipato alle sette.

Gli agenti della polizia municipale presidieranno gli incroci “caldi”, da quello con via Tecchie, all’imbocco del ponte sull’Aurelia proseguendo fino all’intersezione con via dei Margini (subito dopo il ponte), via Maternità, via Europa.

I vigili rimarranno in servizio fin quando il flusso di traffico non sarà tornato alla normalità. Una gestione del martedì mattina che proseguirà anche la prossima settimana perché la scelta della viabilità alternativa diventi per i massesi - sempre che sia possibile - l’ automatismo del martedì mattina.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera