Il Tirreno

La manovra

Area Spa in vendita per 36 milioni di euro

di Cinzia Chiappini
Area Spa in vendita per 36 milioni di euro

Il  consiglio comunale di Carrara ha ribadito il sì all’alienazione di Area Spa, la società pubblico- privata che gestisce l’area retro portuale di Marina

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CARRARA. Il consiglio comunale di Carrara ha ribadito il sì all’alienazione di Area Spa, la società pubblico- privata che gestisce l’area retro portuale di Marina. Dopo un lungo dibattito, che ha ripercorso non senza qualche polemica la storia della società, la proposta di delibera dell’amministrazione è stata approvata con il sì compatto della maggioranza, il no di Movimento 5 Stelle e Carrara Bene Comune e l’astensione di Massimo Menconi (Rc).

Inserita per legge nella lista delle società da alienare già nel 2008, superati solo dopo sette anni gli innumerevoli ostacoli burocratici e amministrativi, dopo l’ok del consiglio comunale di Carrara la Spa è pronta per andare a gara: con il voto di ieri l’assise ha stabilito che l’amministrazione carrarese, farà da capofila per la gestione della gara per la cessione delle quote.

Carrara con il suo 36% è infatti il principale azionista pubblico della Spa, seguito dalla Provincia di Massa- Carrara (10,7%) e dal Comune di Massa (4,1%): il restante 49% è sotto il controllo della Porto di Carrara Spa, tra i potenziali acquirenti delle quote in dismissione. Per aggiudicarsi il controllo totale della società, la Porto dovrebbe sborsare 23 milioni di euro e sperare di non avere concorrenti: secondo le perizie messe a punto dai professionisti del settore, il valore complessivo di Area è di circa 36 milioni di euro.

Le quote in mano ai soggetti pubblici, che detengono la maggioranza con il 51% delle azioni, valgono dunque 23 milioni di euro: questo significa che se l’asta dovesse essere battuta sui valori indicati dalla perizia, il comune di Carrara potrebbe incassare 16,8 milioni di euro, la provincia 5 milioni e il comune di Massa 1,2 milioni.

Gli importi, ha specificato l’assessore al Bilancio Giuseppina Andreazzoli, sono già comprensivi del premio di maggioranza. A gestire tutto sarà come detto Piazza Due Giugno: con la delibera approvata ieri è stato stabilito che, nel caso la prima gara dovesse andare deserta, si procederà direttamente a una seconda “battuta”, con un ribasso sulla stima di perizia del 10%.

Se anche in questo caso non ci dovessero essere offerte allora la palla tornerà al consiglio comunale. Il voto dell’assise carrarese apre dunque la strada a un percorso che si preannuncia tutt’altro che breve ma che potrebbe portare alle casse di Palazzo Civico una importante boccata d’ossigeno: «Che faremo con quei soldi?» ha chiesto Matteo Martinelli del Movimento 5 Stelle anticipando una discussione che si preannuncia incandescente. «I tempi sono lunghi e non si tratta certo di risorse che saranno disponibili entro la fine di questo mandato» ha replicato il sindaco Angelo Zubbani, parlando di un «dibattito assolutamente aperto».

Si tratta, è bene precisarlo, di proventi che per legge dovranno essere destinati a investimenti: «Potrebbero essere spesi per realizzare il parco pubblico a Villa Ceci, acquisendo finalmente le aree private, per progetti di difesa del suolo ma anche per il famigerato tunnel della Foce» ha detto con una punta di provocazione il primo cittadino, lasciando intendere che difficilmente la discussione avverrà sotto la sua gestione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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