Il presidio
I grillini: se l’acqua cara è colpa anche del Pd
Il Movimento punta l’indice sulla gestione del servizio idrico, sulle inefficienze pagate da tutti
MASSA. Per i grillini la replica di Gaia sul caro bollette «è una mezza verità». Il riferimento è all’affermazione della società che «la tariffa è una questione che non può risolvere il gestore del servizio idrico che nelle bollette dà attuazione alla legge nazionale entro le direttive dell'Autorità Idrica Toscana».
Spiegano i 5 Stelle che «il metodo tariffario, in forza di un decreto di Mario Monti, lo stabilisce l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, metodo che il Consiglio di Stato dovrà verificare se contrasta con l'esito referendario del 2011, ma effettivamente è l'assemblea dei Sindaci che fanno parte dell'Autorità Idrica Toscana, come il sindaco Volpi, a deliberare le tariffe dell'acqua.Quello però che si è scordato di dire Gaia è che con le tariffe, sempre secondo la norma nazionale, si coprono integralmente tutti i costi, quindi tutte le inefficienze, tutti gli sprechi di Gaia nonché tutti gli interessi (milionari) dei debiti che gaia ha con banche e Comuni: finisce tutto in bolletta. Ma c'è un filo rosso che lega leggi nazionali e regionali a Gaia, l'unico ente gestore ancora pubblico della Toscana: la politica».
Insistono i grillini e puntano l’indice sul Pd e sulla gestione più generale di Gaia: «La politica è quella che, a febbraio, all'interno della conferenza territoriale Toscana Nord, poteva impedire i distacchi alle utenze morose inserendo una specifica norma nella carta dei servizi della qualità e non lo ha fatto; oppure a maggio, in sede AIT, poteva garantire un minimo vitale e gratuito di 50 litri di acqua a persona e non lo ha fatto - si scrive in una nota del Movimento 5 stelle -. La politica è quella che poteva chiedere alla Regione un sostegno finanziario per ridurre i debiti di Gaia Spa e invece ha preferito richiedere un prestito di 130milioni di euro alle Banche, che pagheranno integralmente gli utenti con le bollette. La politica, quella che controlla Gaia Spa, poteva azzerare il management dell'azienda visto che, per stessa ammissione del suo presidente, non è all'altezza ed invece si preannuncia l'assunzione di altri 5 nuovi direttori con stipendi intorno ai 100 mila euro l'anno. E allora è chiaro: le richieste disattese di abbassare le tariffe, di impedire i distacchi, di mantenere l'acqua pubblica, sono da imputare alla politica che governa a Massa e nella maggior parte della Toscana e che risponde al nome di Partito Democratico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google