Meteo
I giovani partigiani raccontati da Marco Rovelli
CARRARA. Presso la biblioteca "Lodovici", in piazza Gramsci proseguono le iniziative nell'ambito della campagna regionale di promozione del libro e della lettura "In biblioteca 2015… perché c'è il...
CARRARA. Presso la biblioteca "Lodovici", in piazza Gramsci proseguono le iniziative nell'ambito della campagna regionale di promozione del libro e della lettura "In biblioteca 2015… perché c'è il futuro della tua storia". Domani, alle ore 17, sarà presentato il libro di Marco Rovelli "Eravamo come voi. Storie di ragazzi che scelsero di resistere", edito da Laterza. Il libro racconta storie di ragazzi partigiani: una sorta di "reportage narrativo" sulla "scelta" che tanti ragazzi fecero tra i 14 e i 23 anni. A loro viene posta una domanda semplice: perché avete deciso di fare i partigiani? Raccontare le resistenze significa raccontare le scelte di questi ragazzi e spesso, prima che da una solida convinzione ideologica, quelle scelte furono dettate dal caso o dall'istinto. Raccontare la scelta significa dunque entrare nel dettaglio di vite singolari, per provare a comprendere quel salto che è il momento della scelta, che diventa antifascismo esistenziale. Da qui gli incontri con meravigliosi ragazzi novantenni, per scrivere un libro di storie, che è soprattutto un libro di etica, se etica significa scelta. All'incontro interverranno l'Autore e il Presidente dell'Anpi provinciale Giorgio Mori.
Marco Rovelli è affermato scrittore e musicista. Al suo primo libro, di poesie "Corpo esposto", sono seguiti libri di indagini, "reportage narrativi", in situazioni limite: i centri di permanenza temporanea, le morti sul lavoro e i clandestini sul lavoro. Suoi anche "Il contro in testa", "La parte del fuoco", "La meravigliosa vita di Jovica Jovic", scritto con Moni Ovadia. Come musicista l'affermazione di Marco Rovelli come cantante è legata alla vicenda musicale dei Les Anarchistes, gruppo vincitore anche del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio. Giovedì 22 ottobre, alle ore 21, prosegue il ciclo di film "Il lavoro mo-bilita l'uomo", curato dall'Associazione Freya e dedicato al lavoro e alle sue problematiche: in programma "Il mio paese", un film documentario del 2006 diretto da Daniele Vicari, ispirato al celebre reportage televisivo "L'Italia non è un paese povero", realizzato nel1959 da Joris Ivens. Mentre Ivens ha percorso l'Italia del boom economico partendo dal Nord industrializzato e scendendo verso il Sud contadino, Vicari ha compiuto il tragitto inverso nell'Italia della crisi, partendo da Gela e risalendo la penisola, passando per Basilicata, Lazio e Toscana, fino a Marghera. Il film è stato presentato nel 2006 tra gli eventi speciali della sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia ed ha vinto nel 2007 il David di Donatello come miglior documentario.
Tutte le iniziative sono a ingresso libero.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
