Il Tirreno

Energie rinnovabili Scatena chiede garanzie

Dopo il no della cittadinanza alla centrale a biomasse di Novoleto il consigliere di opposizione invoca certificazioni prima di futuri permessi

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PONTREMOLI. Le biomasse tornano a scaldare ancora gli animi nell’agenda politica pontremolese. Un argomento che in città è davvero caldo, in quanto legato alla vicenda della potenziale realizzazione di un impianto a biomasse nell’area di Novoleto da parte della ditta mantovana Renovo Bioenergy. Un progetto (avviato nel 2013) che aveva trovato il forte avallo da parte dell’amministrazione ma che, appena la notizia era trapelata, aveva scatenato la forte protesta delle opposizioni politiche e della popolazione. Dopo aver tastato con mano il feroce dissenso della cittadinanza, l’amministrazione aveva deciso di fare retromarcia e di ritirare il suo appoggio al progetto della Renovo. E lo aveva fatto facendo decadere l’atto di vendita del terreno di Novoleto basandosi sul ritardo nel pagamento dell’anticipo del 60% dell’area. E alla fine, dopo una complessa diatriba giudiziaria, il Comune è riuscito a chiudere il conto con la ditta mantovana. A riportare sul piatto del dibattito l’argomento delle Biomasse è il capogruppo di “Cittadini per Pontremoli” Rolando Scatena che chiede chiarimenti all’amministrazione comunale sulla sua richiesta, avanzata il 20 aprile scorso, sul fatto che nel redigendo strumento urbanistico, il Piano operativo comunale (Poc) fosse prevista un’indicazione che impedisse la futura realizzazione di centrali termoelettriche a biomasse nell’area di Novoleto, nel centro storico e comunque nei centri abitati del Comune.

E, inoltre, che il Poc in presenza di richieste di realizzazione per impianti di centrali termoelettriche a biomasse legnose, il Comune, prima del rilascio di qualsiasi autorizzazione di competenza comunale, «debba acquisire una certificazione di Arpat o di altro organismo pubblico, che certifichi preventivamente in base ai dati progettuali, che con l’entrata in funzione dell’impianto la qualità dell’aria e delle diverse matrici ambientali interessate dalle emissioni, migliorerà o per lo meno resterà uguale a quella preesistente».

Scatena evidenzia come al momento non sia pervenuta nessuna risposta alla possibilità o meno di inserire le richieste formulate e nella cittadinanza sono ancora presenti «ansie e preoccupazioni sui pericoli per la salute che possono provocare le centrali termoelettriche a biomasse legnose come quelle che si volevano realizzare a Novoleto e nel centro storico presso il Pensionato Convitto Cabrini (su quest’ultima tra l’altro, stranamente, il capogruppo del Pd Mazzoni non ha mai preso una posizione fortemente contraria». (r.s.)

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