Il Tirreno

Ztl “elastica” in via Cavour Protestano bar e ristoratori

di Melania Carnevali

Modifiche ripetute agli orari di stop al traffico: «Un delirio», dice Piero Carnevali della storica Taverna del Battì. «I nostri clienti a tavola con le auto che sfrecciano»

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MASSA. C'è la Ztl. Anzi, no. O meglio, sì, ma a metà. È la dura vita in via Cavour, la strada di accesso al centro storico che, dalla nascita della zona a traffico limitato a oggi, ha cambiato più e più volte la sua identità, mandando in tilt commercianti e residenti, che dicono di non saper più come comportarsi. «Hanno cambiato dieci volte in sette anni che sono qui. Non ci sto capendo più nulla», confessa Agostino Scibelli, titolare del bar Hardrock Scibé, mostrando le varie normative comunali per l'accesso alla Ztl negli ultimi mesi: prima l'accesso a via Cavour era consentito fino alle 18, poi solo in alcune fasce orarie, e adesso dalle 7 alle 17. Un giro dell'oca concentrato in una manciata di mesi.

«Nemmeno i vigili urbani sanno come comportarsi – continua Scibelli – E nel dubbio staccano multe. Io, solo per farvi un esempio, prima dell'entrata in vigore della Ztl, non avevo bisogno di lavorare la sera. Poi hanno chiuso la strada e ho dovuto adeguarmi. E va bene. Da lì però sono iniziate le multe. La prima nel 2013, dopo aver firmato il patto per la notte che prevedeva deroghe per concerti all'esterno, se ti impegnavi a fare l'insonorizzazione interna. L'ho fatta, pagando 700 euro. Ho preso le deroghe, organizzo un concerto, i vigili passano, e, non conoscendo l'esistenza delle deroghe, mi hanno multato. E ora devo ricorrere al giudice di pace».

«È un delirio», riassume Piero Carnevali del ristorante La Taverna de Batti. «A volte c'è la Ztl e a volte no. A volte ha un orario, a volte un altro. E intanto piovono multe perché non ci capiamo niente. Ad esempio lì – continua indicando il parcheggio in fondo a via Cavour vicino alla fontana – Nel tratto più vicino al ristorante prima non si poteva parcheggiare, poi sì, e adesso di nuovo no. Che si decidano o almeno ci diano il tempo di capire come funziona prima di fare multe».

Ma c'è anche un altro aspetto. Fino alle 17, dicevamo, chiunque può transitare in via Cavour uscendo dal portone. Stessa sorte di via Alberica. Mentre il resto della città rimane Ztl 24 ore su 24. Una decisione presa dall'amministrazione comunale per cercare di accontentare un po' tutti: chi vuole la chiusura totale e chi invece si lamenta per i disagi, per il lavoro che cala, per i parcheggi che non ci sono e così via. Il punto è che via Cavour, proprio con il restyling delle due piazze, ha assunto un nuovo volto: al posto dei negozi sono nati bar e ristoranti, con i loro tavolini all'esterno e la voglia di zona pedonale. E invece no. Le auto lì continuano a sfrecciare indisturbate – e non solo quelle dei residenti – fino alle 17 e così via Cavour, come via Alberica, è Ztl per metà.

«Quest'estate – racconta Daniele Berti, dello SteakBurger Gourmet – è accaduto che un cliente che stava mangiando fuori si è infuriato con un automobilista perché era passato davanti ai tavoli sfrecciando. Purtroppo non è bello mangiare con le auto che ti passano accanto, ma ormai ci siamo abituati. Il punto è che non si riesce a capire che i vantaggi di un centro storico pedonale, come ci sono in tutta Italia, si sentono a lungo termine. Io ad esempio – continua – ho registrato un calo degli asporti, ma ci siamo attrezzati per l'inverno per portarli all'incrocio. Basta attrezzarsi e i benefici si sentono, come a Pietrasanta». Più determinato il signor Carnevali: «Sono 40 anni che dico di fare la Ztl. Che si decidano una volta per tutte».

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