Il Tirreno

La vertenza

Scontro Don Gnocchi-sindacati: lavoratori in assemblea

Massa, si accende lo scontro alla Fondazione Don Gnocchi dopo la decisione della Fondazione stessa di rescindere con atto unilaterale il Contratto nazionale di lavoro

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MASSA. Si accende lo scontro alla Fondazione Don Gnocchi dopo la decisione della Fondazione stessa di rescindere con atto unilaterale il Contratto nazionale di lavoro. Una decisione presa a livello nazionale ma destinata ad avere un impatto pesante sui lavoratori Don Gnocchi della provincia di Massa Carrara: oltre 200 fra i centri di Marina e di Fivizzano.

«La Fondazione vuol fare cassa con i soldi dei lavoratori e delle lavoratrici», attaccano le segreterie provinciali di Le segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. «Dopo due anni nei quali, per fronteggiare i problemi finanziari della Don Gnocchi – accusano ancora i sindacati – , i lavoratori hanno garantito gratis prestazioni e orari ben oltre i limiti delle previsioni contrattuali ora in maniera arrogante ed unilaterale l’azienda disdetta il contratto nazionale con il solo evidente scopo di trovare altre forme contrattuali con meno diritti e con retribuzioni più basse. Crediamo si sia toccato veramente il fondo».

Le organizzazioni sindacali rivendicano di avere fino ad oggi dimostrato senso di responsabilità per una situazione finanziaria delicata, fino a siglare accordi per prestazioni aggiuntive rispetto a quanto previsto dal contratto, ma ora, dicono, “ la misura sia colma” e «se non ci sarà un repentino cambio di atteggiamento da parte dell’azienda, anche gli accordi regionali cesseranno la loro efficacia con immediate ricadute sull'organizzazione del lavoro». In altre parole: i lavoratori non daranno più la disponibilità ad effettuare le famose ore aggiuntive.

Cgil, Cisl e Uil hanno avviato, una mobilitazione nazionale che vedrà mercoledì l’indiziaione di assemblee unitarie e presidi. A Marina l’assemblea si terrà dalle ore 12 alle ore 14 e il presidio dalle ore 14 alle ore 16. L'obiettivo dichiarato è costringere la Fondazione a tornare sui suoi passi, ritirando la revoca unilaterale del Contratto nazionale e riaprendo un tavolo di confronto. Su piatto, intanto, i sindacati mettono anche l’inasprimento dello stato di agitazione con proteste e scioperi in caso di risposte negative.

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