Il presidio
Carrara, ore 12 allarme alluvione a 142 decibel
Prove generali dei nuovi impianti per allertare il centro storico «Che paura, sembrava di essere sotto le bombe»
CARRARA. Testato con successo il sistema di allarme esondazione sul Carrione: a mezzogiorno di ieri, per circa un minuto, le quattro sirene poste sul corso d'acqua hanno fatto risuonare i loro 142 decibel in tutto il centro storico. La Protezione Civile ricorda le norme di comportamento a cui attenersi in caso di allarme mentre in Piazza Due Giugno, ancora per tutta la giornata di oggi, i volontari informeranno i cittadini sulle "buone pratiche" da mettere in atto per abbattere i rischi. Intanto dalle 16 a mezzanotte di oggi sarà allerta giallo.
Tornano a suonare le sirene. Un suono forte, prolungato e per sua stessa natura angosciante ha risuonato ieri mattina intorno a mezzogiorno per tutto il centro storico: molte persone si sono affacciate alle finestre, molte altre sono accorse sui ponti per assistere a quello che stava accadendo. Nessuno però si è fatto prendere dal panico. E questo perché, nei giorni precedenti, la popolazione era stata informata telefonicamente che quella che si sarebbe tenuta intorno alle 12 di sabato sarebbe stata solo una simulazione. Il test è stato organizzato dalla Protezione Civile del Comune di Carrara in concomitanza con "Io Non Rischio" la due giorni voluta dal Dipartimento Nazionale, a cui ha aderito anche il Comune di Carrara e che si concluderà questa sera. Un'ottima occasione per provare le quattro sirene di allarme poste sul Ponte Baroncino, al Mulino Forti, in via Vezzala e in prossimità dell’incrocio tra via Carriona e via Torano: l'impianto era stato messo fuori uso dall'alluvione del 5 novembre scorso, è stato ripristinato e potenziato e così ieri mattina per circa un minuto ha fatto risuonare i suoi 142 decibel.
Le reazioni- Il test ha suscitato reazioni differenti, dalla curiosità ai ricordi di guerra ma anche qualche perplessità: «È un sistema completamente inutile. Quando suoneranno le sirene io e la mia famiglia saremo già intrappolati in casa con l'acqua alla vita» polemizza Piero Massetti. Lui, che si autodefinisce un "alluvionato perenne" vive al piano terra in via Carriona, nella palazzina adiacente a quella crollata durante i lavori di sistemazione del torrente nel novembre del 2010. «Basta una pioggia un po' più intensia e noi ci allaghiamo. Ma la colpa non è certo del Carrione. L'acqua arriva dalle strade perchè i tombini e le fogne non ricevono. E' lì che si dovrebbe intervenire» spiega Massetti. Ma non tutti nel centro storico sono d'accordo: «Hanno fatto un bel lavoro, in effetti mi sento più sicuro... è una protezione in più» dice Gino Rossi. Lui, delle sirene simili, le aveva già ascoltate da bambino e non è certo un bel ricordo: «Ho la pelle di gallina. Mi hanno ricordato gli allarmi antiaerei che suonavano quando ero bambino, per allertare la popolazione di un imminente bombardamento» spiega il settantatuenne, rispolverando i ricordi della sua primissima infanzia sul finire della II Guerra Mondiale.
Le nuove simulazioni. Dopo il successo del test di ieri mattina la Protezione Civile ha reso noto che nei prossimi mesi saranno organizzate altre simulazioni anche se il sistema è dotato di un software di automonitoraggio. In caso di problemi veri, invece, le sirene sul Carrione saranno fatte suonare solo davanti all'ipotesi di una imminente esondazione: «In questi casi la popolazione è invitata a salire ai piani superiori, immediatamente, magari facendosi ospitare da un vicino. Chi non avesse questa possibilità sarà evacuato prima, allo scattare dell'allerta rossa, in via preventiva» ha ricordato Giuseppe Marrani, dell'Ufficio Protezione Civile del Comune sottolineando che il suono delle sirene è sinonimo di un rischio imminente e che in quel caso i cittadini «devono pensare come prima cosa a mettere al sicuro la loro pelle».
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