Il Tirreno

Albiano sfila e blocca il traffico

di Gianluca Uberti
Albiano sfila e blocca il traffico

La manifestazione per far chiudere l’impianto dei rifiuti

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AULLA. E' riuscita la manifestazione contro la ditta Costa ad Albiano Magra, a cui ne seguirà un'altra sabato prossimo. Erano oltre duecento gli albianesi che sono scesi per strada ieri al grido “Ora basta”, i quali chiedevano a gran voce la chiusura dell'Impresa Costa Mauro, che lavora rifiuti nella più popolosa frazione aullese da ormai vent'anni e che viene accusata dai cittadini di produrre una puzza insopportabile, soprattutto d'estate. Ma questa è soltanto l'accusa storica, quella da cui è partito il deterioramento, che sembra irreversibile, della convivenza fra la ditta guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa e la comunità di Albiano Magra. Ormai, infatti, c'è ben altro e si è visto perfettamente ieri .

L'appuntamento era per le ore 10 al monumento ai caduti e, alla spicciolata, si sono presentati gli albianesi “armati” di cartelli, striscioni, mascherine sulla bocca, fischietti, trombette e perfino di una cassetta di legno piena di ortaggi e con delle croci di legno decisamente inquietanti. Uno dei simboli della protesta, a ricordare a tutti che è ancora in vigore l'ordinanza emessa dal sindaco di Aulla, Silvia Magnani, che vieta il consumo di frutta e verdura in un raggio di 400 metri dalla ditta Costa a seguito dell'incendio di domenica 4 ottobre. Ed era presente anche il primo cittadino aullese, pur senza fascia tricolore, accompagnata dal vice sindaco Aldo Vivaldi, dall'assessore comunale Antonio Della Ragione e dal delegato comunale Arturo Andrea Demetrio, mentre a rappresentare uno dei due gruppi consiliari di opposizione c'era Maria Grazia Lombardi di “Idee in Comune”; assenti, invece, i consiglieri comunali di minoranza di “Progetto Aulla”, che fa riferimento al Partito Democratico. Ma quello che conta è la partecipazione della gente e questa non è davvero mancata. E la protesta si è subito dispiegata appena il numero di persone per strada è stato sufficiente a bloccare il traffico del sabato mattina sulla strada provinciale 70 di Buonviaggio. Infatti, mentre venivano distribuiti centinaia di volantini con la scritta “Costa lavora in deroga ad autorizzazioni illegittime scadute nel 2010 – Ora basta, Costa deve chiudere – Si metta in regola e poi riapra bottega”, decine di persone iniziavano ad attraversare le strisce pedonali avanti e indietro di fronte al cimitero, con la conseguenza, voluta e ottenuta, di bloccare il traffico in entrambi i sensi di marcia. E con la strada provinciale spezzina della Ripa chiusa, la paralisi della circolazione viaria è stata praticamente immediata, con le code che arrivavano fino a Bottagna e a Santo Stefano Magra e si spingevano ben addentro alle Lame di Aulla. Il tutto sotto l'occhio vigile dei Carabinieri e della Polizia municipale aullese, che facevano passare qualche mezzo ogni tanto, ma la fermezza dei cittadini nel portare avanti la protesta ha prevalso sulle ragioni degli automobilisti, la cui unica “arma” era il clacson, con i quali non è mancato qualche momento di tensione. Infatti, alcuni automobilisti scendevano dai mezzi per protestare anche a muso duro contro i manifestanti, fra i quali c'erano anche parecchi bambini, i quali, giustamente, prendevano come un gioco diverso dal solito quel continuo via vai sulle strisce pedonali. Ma se qualche mezzo, come accennato, veniva lasciato transitare, la gente si dimostrava più inflessibile che mai con i camion in arrivo e in uscita dalla ditta Costa, ai quali veniva interdetto il passaggio con una certa decisione. Il tutto mentre ad arringare la folla con il megafono ci pensava l'ex consigliere comunale Walter Moretti, la cui battaglia contro la ditta Costa va avanti da tempo, il quale chiedeva al sindaco di Aulla di fare valere la sua autorevolezza e attaccava l'Arpat, l'ente che ha certificato la zona di ricaduta dell'inquinamento che si sarebbe determinato domenica 4 ottobre: infatti, secondo tanti cittadini, il vento quella sera spirava verso monte, non sulla zona individuata dall'Arpat e per cui è scattata l'ordinanza di divieto di mangiare frutta e verdura. “Il problema – urlava Moretti nel megafono – è che abbiamo le istituzioni contro, ma non ci arrendiamo e questo è soltanto il primo episodio di una lunga serie”. Appuntamento, quindi, a sabato prossimo, per una escalation che ha un unico fine per cittadini ormai esasperati: la chiusura della ditta Costa.(Gianluca Uberti)

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