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M5s: mozione di sfiducia per Volpi «Debole e in balìa delle lotte nel Pd»

di Manuela D’Angelo
M5s: mozione di sfiducia per Volpi «Debole e in balìa delle lotte nel Pd»

MASSA. Mozione di sfiducia per il sindaco Alessandro Volpi: la chiede il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Massa, che adesso cerca 12 consiglieri comunali che appoggino la proposta, per...

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MASSA. Mozione di sfiducia per il sindaco Alessandro Volpi: la chiede il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Massa, che adesso cerca 12 consiglieri comunali che appoggino la proposta, per portarla in consiglio e discuterla. E’ uno degli atti politici più forti che i consiglieri comunali possano presentare: se i 5 Stelle raggiungessero le firme necessarie per appoggiare la sfiducia, il presidente del consiglio comunale sarebbe obbligato a convocare una seduta straordinaria, con all’ordine del giorno un solo punto, aprire una discussione e poi la votazione, che potrebbe anche portare alla decadenza del primo cittadino.

Le ragioni della mozione di sfiducia sono quelle legate all’Urbanistica, ma nono solo: «Ztl, Ru, mercato settimanale – spiegano i consiglieri Riccardo Ricciardi e Luana Mencarelli – ; non c’è un provvedimento di questa amministrazione che non sia stato contestato dai cittadini; abbiamo un sindaco debole, che al primo soffio di protesta è pronto a contrattare e tornare indietro alle sue decisioni, segno che quelle stesse decisioni prese non erano state né partecipate, né condivise». Un sindaco- continuano i 5 Stelle- «in balìa del Partito Democratico, e soffocato dalle lotte intestine che lo caratterizzano da quando è nato, quindi impossibilitato a scegliere con autonomia e libertà, come solo le liste civiche potevano permettergli».

Ma c’è di più: il movimento 5 Stelle solleva un problema non da poco, disegnando la fisionomia attuale del consiglio comunale di Massa. «Per semplificare- dice Ricciardi- il nostro consiglio comunale non rappresenta più il voto dei cittadini, né a destra, né a sinistra, né in maggioranza, né all’opposizione. Chi era stato eletto con le liste civiche è passato al Pd, sindaco compreso. Quindi 13 consiglieri si ritrovano in un gruppo a loro sconosciuto; chi era stato eletto in Sel, come Simone Ortori, ora ne è uscito, fondando Articolo Primo che non si sa a che elettorato appartenga; poi c’è chi è rimasto in Sel, ma dalla maggioranza è andata all’opposizione e ora vuole tornare in maggioranza; per non parlare del centrodestra. Caruso ha cambiato due partiti, Benedetti è stato eletto con una lista civica e poi è entrato in Forza Italia, Della Pina è passato in maggioranza con i Socialisti. Scusateci ma, quanto conta per questa gente il volere dei cittadini espresso alle urne?»

I 5 Stelle sanno che presentando la mozione di sfiducia costringeranno i colleghi ad uscire allo scoperto: «Ci aspettiamo che firmeranno la mozione consiglieri come Stefano Alberti (Pd) che si è dimesso dalla commissione urbanistica e che assieme a Dina Dell’Ertole (Pd) ha manifestato in corteo dietro ai cartelli che rappresentavano il sindaco vestito da pinocchio; oppure la consigliera Lazzerini che si è astenuta dalla votazione del Regolamento e perché no, i tanti ex volpiani delle liste civiche che il sindaco ha fatto sparire senza concedere più margini di confronto; Bugliani ci dirà che istituzionalmente non può sfiduciare il suo sindaco, ma si capisce che cerca di farlo cadere politicamente ad ogni passo». Se tutta l’opposizione in consiglio appoggiasse la sfiducia i 5 Stelle arriverebbero a 10 voti ( ma le posizioni di Mosti e Paci sono molto in linea con quelle dell’amministrazione e quindi appare difficile); in maggioranza ci si guarderà negli occhi.

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