Il Tirreno

«In travaglio, a piedi per poter partorire»

di Cinzia Chiappini
«In travaglio, a piedi per poter partorire»

La rabbia di Noceto: andiamo sotto al Comune con i forconi

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CARRARA. Il “niet” con cui l’ufficio affissioni del Comune di Carrara ha risposo alla richiesta di un abitante di Noceto di provvedere all’affissione dei manifesti mortuari per la defunta madre è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E così, ieri mattina, dopo un anno di disagi per la viabilità provvisoria, dalla piccola frazione montana è partito un ultimatum: «Ripristinate la strada o ci presenteremo sotto il Comune con i forconi per spalare il letame». A un anno dall’alluvione che ha provocato il cedimento della strada per il paese, i 45 residenti di Noceto sono esasperati: nei dodici mesi trascorsi da allora hanno affrontato mille disagi e ne hanno viste davvero di tutti i colori. Per settimane sono rimasti isolati, impossibilitati a usare le auto perché lo smottamento ha interrotto la via comunale a mezzo chilometro dall’ingresso in paese. Proprio in quel periodo è nata la più giovane residente di Noceto: «Per andare in ospedale a partorire ho dovuto farmi a piedi il tratto di strada dal paese alla frana. Superata l’interruzione ho potuto salire in macchina. Al buio, col freddo, di notte e in pieno travaglio…i cinquecento metri più lunghi della mia vita» racconta Paola Della Tommasina, residente a Noceto che, da neo mamma, deve fare i conti tutti i giorni con i disagi di una viabilità impervia. Dallo scorso febbraio, dopo oltre tre mesi di fermo, le auto sono tornate in paese: visti gli ingenti danni provocati dalla frana del 5 novembre alla viabilità ordinaria – e i tempi di ripristino tutt’altro che brevi - per garantire i collegamenti è stata asfaltata la vecchia mulattiera che attraversa il bosco. Un tragitto decisamente disagevole, che si snoda su una sola carreggiata, strettissima, dove transita una sola auto alla volta, oltretutto su un percorso irto di dossi e avvallamenti: la mulattiera è off limits per i guidatori meno esperti e per alcune tipologie di auto, e viene percorsa a fatica anche da molti mezzi di soccorso. Non a caso, le bare degli ultimi tre defunti deceduti in a Noceto, sono state trasportate a braccia sulla mulattiera, fino a raggiungere l’intersezione con la strada principale, dove li attendeva il carro funebre. Le difficoltà di percorrenza della mulattiera sono state confermate, indirettamente, dal rifiuto con cui nei gironi scorsi, l’Ufficio Affissioni del Comune di Carrara ha risposto a Maurizio Rossi, anche lui residente a Noceto, che aveva chiesto di apporre in paese i cartelli mortuari per la scomparsa della madre: «Hanno respinto la mia richiesta perché hanno detto di non essere in grado di raggiungerci con i mezzi in loro dotazione» racconta l’uomo, spiegando che l’unico manifesto che campeggia nella piazza è arrivato grazie all’intervento e alla disponibilità della Pubblica Assistenza. E se i disagi hanno colpito anche i defunti, figuriamoci i problemi che devono affrontare, ogni giorno, le 45 anime che ancora popolano Noceto: «L’ambulanza impiega mezz’ora buona ad arrivare e se in paese scoppiasse un incendio i vigili del fuoco non riuscirebbero certo a intervenire» spiegano in coro gli abitanti. «I soldi per le rotatorie ad Avenza li hanno trovati. Perché per noi non c’è mai niente? Ci hanno abbandonato» polemizza Graziella Nicolai, soprannominata “la sindaca” di Noceto per la verve con cui porta avanti le battaglie per il suo paese. «La cosa che ci addolora di più è che qui non si è mai visto nessuno. Il sindaco, che pure in estate è andato spesso a cena a Castelpoggio, non si è mai scomodato di fare una piccola deviazione per venire da noi» aggiunge amareggiata la signora Nicolai. «Quella è una trappola per topi e noi del paese rischiamo di rimanerci dentro. Vogliamo che venga ripristinata la vecchia strada, anche perché almeno quattro persone hanno già danneggiato l’auto, su quella mulattiera» dice, senza tanti giri di parole, un’altra “nocetese”, Clelia Nicolai. La richiesta di ripristinare la strada comunale è alimentata anche dalla convinzione che la “mulattiera” non avrà vita lunga: «Le canaline di scolo stanno già sprofondando e il rischio è che le piogge provochino ulteriori cedimenti» aggiunge Gianfranco Nicolai, ricordando che il semaforo, atteso ormai dallo scorso agosto, non è mai entrato in funzione. Nel frattempo l’impianto di illuminazione installato sulla mulattiera è saltato: adesso la strada, oltre a essere impervia, è anche completamente buia. Gli abitanti di Noceto, dopo un anno di disagi, chiedono dunque un intervento urgente per ripristinare la via principale. Altrimenti, memori delle loro radici “rurali”, si dicono pronti a imbracciare i forconi per spalare il letame e andare a protestare direttamente in Piazza Due Giugno.

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