Il presidio
«Siamo usurati», cavatori in sciopero
Massa Carrara, presidio contro la legge Fornero di Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori del marmo chiedono l’abbassamento dell’età pensionabile
MASSA. Andateci voi sulle impalcature dei cantieri edili a 60 anni; salite voi ogni mattina all’alba alle cave con 40 gradi d’estate e il geloin inverno; lavorateci voi al “manettone”, nell’umido dei laboratori del marmo fino a che sarete vecchi.
Cavatori e muratori scendono in piazza mobilitati da Cgil, Cisl e Uila – ma ieri a manifestare a Massa c’erano anchei Cobas del marmo della Confail Faillea – per chiedere una radicale revisione delle norme pensionistiche e il riconoscimento del carattere di “lavoro usurante” per le attività dell’edilizia e delle cave. La giornata di moblitazione era di livello nazionale, qui in provincia, è stata segnata dallo scioipero di otto ore del comparto marmo e da un presidio che si è radunato davanti al teatro Guglielmi con bandiere sindacali e striscioni anti-Fornero. I partecipanti alla manifestazione, 150-200, si sono poi spostati in piazza Aranci, per continuare il sit in davanti al palazzo della prefettura.
La giornata di protesta ha in sostanza fermato il lavoro nei bacini marmiferi e rallentato quello nei laboratori e nei depositi al piano. È il settimo sciopero in sei mesi o poco più indetto da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil: per cinque volte i lavoratori hanno incrociato le braccia durante la vertenza per il rinnovo del contratto integrativo; una volta per un incidete mortale in cava; ieri mattina per reclamare «pensioni più giuste». E anche quest’ultima volta, la mobilitazione è, secondo i sindacati, riuscita.
«Abbiamo espresso al prefetto – dicono all’unisono i segretari provinciali di Cgil Paolo Gozzani, Cisl Andrea Figaia e Uil Franco Borghini dopo l’incontro con il rappresentante del governo – la necessità di un intervento strutturale di modifica della legge Fornero che riduca l'età pensionabile introducendo elementi di flessibilità. Ricordiamo che dal primo gennaio 2016 scattano altri 4 mesi di "attesa di vita" che portano l'età di accesso alla vecchiaia a 66 anni e 10 mesi per tutti i dipendenti, e a 64 anni e 10 mesi per le donne del settore privato. Nel contempo, l’ingresso nel mondo del lavoro viene progressivamente ritardato: si comincia ormai dopo i 30 anni, con la conseguenza che con il sistema contributivo si andrà in pensione a 70 anni». Ma. aggiugono i sindacati, non tutti i lavori sono uguali: ci sono attività, come appunto quelle legati al marmo, molto più dure e usuranti. Per questo le organizzazioni dei lavoratori chiedono che la normativa sui lavori usuranti venga riportata a prima della Fornero. E per questo i lavoratori del comparto lapideo hanno aggiunto al presidio dei “colleghi” delle altre categorie, lo sciopero unitario di 8 ore. «È una battaglia di tutela dei lavoratori sacrosanta – dice Roberto Venturini, segretario della Fillea Cgil – una battaglia che serve anche a dare un futuro ai nostri figli. E la porteremo fino in fondo».
Claudio Figaia
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