Il presidio
La sconfitta al Tar costerà 7,4 milioni
La vittoria delle aziende del lapideo sul tema delle tariffe potrebbe incidere in maniera pesante sul bilancio del Comune
CARRARA. La vittoria delle aziende del lapideo ricorse al Tar contro il sistema di tariffazione per il biennio 2014- 2015 potrebbe costare al Comune di Carrara 7,4 milioni di euro.
È questa il “conto” che l’Ufficio marmo ha presentato all’amministrazione, dopo alcune settimane trascorse a calcolare la differenza tra quanto le aziende hanno versato negli ultimi due anni, con il sistema di determinazione del valore medio di mercato cava per cava, e quanto avrebbero dovuto pagare in base agli accordi del 2008. A metà settembre il Tribunale Amministrativo della Regione aveva accolto i ricorsi presentati da una trentina di imprese contro le due delibere con cui nel 2014 l’amministrazione aveva sancito il tramonto della stagione degli accordi, (che prevedevano tariffe “concertate” e quindi più vantaggiose per le aziende, ndc) e aveva introdotto il nuovo sistema basato sul valore medio di mercato dei materiali, calcolato cava per cava.
Per il biennio 2014-15 dunque il comune potrebbe essere chiamato restituire la differenza tra quanto hanno versato le imprese con il nuovo sistema e quello che avrebbero dovuto pagare secondo i vecchi accordi, reintrodotti di fatto dal provvedimento del Tar, in un conteggio da applicare non solo ai trenta ricorrenti ma a tutte le cinquanta aziende che si sono viste determinare il canone secondo il valore medio di mercato. La differenza si aggira sui 7,4 milioni di euro. Molti in Piazza Due Giugno sperano che in nome dell’armonia recentemente ritrovata tra amministrazione e industriali – sancita con la disponibilità alla riapertura del tavolo del marmo, proferita sia dal Sindaco Angelo Zubbani che dal neopresidente di Assindustria Erich Lucchetti – le aziende rinuncino al rimborso ma intanto secondo i calcoli messi a punto dall’Ufficio Marmo, la somma “contante” da restituire sarà inferiore ai 7,4 milioni di euro.
Lo spiega Roberto Conserva (Psi), presidente della commissione Bilancio: «In primo luogo rispetto alle fatture sul 2014-15 inviate dal comune mancano circa 2 milioni di euro, che non sono mai stati versati e, in secondo luogo, dal “conguaglio” tra scaglie bianche e nere risulta un ulteriore “ammanco” di 1 milione di euro». Soldi chiesti dal municipio ma mai pagati dalle aziende, che implicano uno “storno” da circa 3 milioni.
Per quanto riguarda i restanti 4,5 milioni, Roberto Conserva spiega che l’intenzione dell’amministrazione è quella di restituire, eventualmente, la cifra in due tranches: «Per la prima sono già state individuate le coperture» garantisce il consigliere comunale. Il presidente della commissione Bilancio entra nel dettaglio: «Secondo le previsioni, un milione di euro dovrebbe arrivare dall’applicazione delle nuove aliquote su canone e contributo, ridefinite dalla nuova norma regionale»: per effetto della legge 35 varata a marzo dall’amministrazione toscana, la somma delle aliquote del canone di concessione e del contributo “ambientale” è passata dal 13,25% al 15% con un rialzo dell’1,75% che, tradotto in soldoni, dovrebbe portare appunto un milione di euro in più nelle casse di piazza Due Giugno.
Non solo: «Dal 1 gennaio 2016 è prevista l’entrata in vigore delle nuove tariffe: mantenendoci in linea con le stime cava per cava fatte per il biennio precedente, dovremmo riuscire a coprire la prima tranches di rimborsi» ha concluso il consigliere socialista. In sostanza, presupponendo che i livelli di produzione rimangano costanti, il superamento della stagione degli accordi da un lato e l’applicazione delle nuove aliquote su canone e contributo dall’altro, dovrebbe garantire alle casse comunali un surplus in grado di coprire i 2,5 milioni di euro che il municipio potrebbe essere chiamato a restituire nel prossimo biennio.
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