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Bollette "salate" di Gaia, nuove proteste
Massa Carrara, tanti casi e storie portate alla ribalta anche in tv
MASSA. Stefania, con una pensione da poche centinaia di euro, un figlio disabile a carico e una bolletta di conguaglio da 350 euro. Angela: un marito disoccupato, un figlio minore, deve a Gaia 900 euro. In mano ha la lettera con cui il gestore le annuncia il distacco in caso di mancato versamento. Storie, spaccato di vita normale e di un quartiere, Castagnara, dove i soldi dalle tasche non cascano a nessuno.
Un coro di proteste a cui, ieri, dà accoglienza Mattino Cinque, trasmissione mattutina di Canale 5. Una decina di persone sventolano bollette salate, conguagli da centinaia di euro, lettere che concedono due settimane per il pagamento e preannunciano l’interruzione della fornitura. Con loro c’è anche Alfonso Baldi, presidente del comitato “Acqua alla gola”, da mesi in prima fila per chiedere a Gaia una riduzione delle tariffe. Impegnato a dar voce, anche attraverso i media nazionali, a chi il caro acqua non riesce a sostenerlo perché già fatica a sbarcare il lunario. Stefania è sua madre: «Ha una pensione da 540 euro - ci racconta Alfonso - a cui si aggiunge la pensione di mio fratello disabile. Per mia madre i 350 euro di conguaglio sono una cifra insostenibile. Abbiamo presentato l’Isee agli uffici di viale Stazione, ma di riduzioni non se ne sono viste e quando abbiamo chiesto delucidazioni alla sede centrale a Pietrasanta, abbiamo scoperto che dell’Isee di mia madre non c’era neppure l’ombra. Fortunatamente abbiamo la ricevuta rilasciata dagli uffici massesi. Altrimenti...». Stefania - alle telecamere di Canale 5 - racconta di vivere contando i soldi, di aver tagliato il tagliabile, di aver ridotto l’acquisto di carne. Ma 350 euro per l’acqua - ribadisce - sono davvero troppi.
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Il microfono passa ad Angela: se non paga 900 euro - racconta - le chiuderanno i rubinetti e lei non può permettersi di rimanere senz’acqua con un bambino che va a scuola.
È una situazione insostenibile - Alfonso Baldi commenta la trasmissione - io stesso da mesi ricevo bollette bimestrali che superano i 200 euro. E mi pare - rincara - che anche i criteri di definizione delle tariffe non siano chiari, altrimenti non mi spiego come sia possibile che qualcuno paghi 280 euro con 220 metri cubi di consumi e io debba versare solo 10 euro meno con un consumo di 90 metri cubi. Tariffe così pesanti non si giustificano e non sono sostenibili».
Poi Baldi punta il dito su quella che definisce una “delle assurdità più grosse”: «Gaia addebita pure i costi per la spedizione della lettera con cui informa del distacco. E non si tratta di spiccioli - rincara - perché il costo è di 30 euro. La cosa ha dell’incredibile, come è incredibile che il gestore abbia oltre 450 dipendenti, ma appalti la maggior parte dei servizi».
Certo, le agevolazioni e il fondo a sostegno di chi non ce la fa, ci sono e, in studio, a Mattino Cinque, qualcuno lo ribadisce, ma- spiega Alfonso Baldi - i problemi rimangono: «Per avere l’agevolazione, è indispensabile rivolgersi ai servizi sociali. E molte persone non se la sentono, non chiedono aiuto e non pagano». E innescano il meccanismo del gatto che si morde la coda perché gli arretrati aumentano, la morosità si fa pesante e mettersi in regola diventa sempre più difficile. «Ci sono molte persone - spiega Baldi - che non si rivolgono ai servizi per vergogna, molti per disinformazione. Chi ha figli minori e non ce la fa a pagare, crede, erroneamente, che la povertà possa motivare ad un allontanamento dei figli dal nucleo familiare».
Le bollette di conguaglio - ricordano gli utenti ospiti a Mattino Cinque - sono arrivate questa settimana e devono essere pagate entro il 28 del mese. E il comitato “Acqua alla gola” torna a chiedere uno stop: una riflessione su importi e tariffe per evitare che tante famiglie rischino di non poter pagare.
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