Il presidio
Alluvione, tornano le sirene d’allarme
Sui ponti della Bugia e Baroncino impianti da 142 decibel
CARRARA. A Carrara la due giorni dedicata alle “buone pratiche” della Protezione Civile durante l’emergenza alluvione: per l’occasione saranno teste le sirene di allarme esondazione del Carrione, sarà presentata la nuova app per ricevere tutte le informazioni sugli allerta direttamente sul cellulare e decine di volontari saranno a disposizione per informare e formare la popolazione. Le sirene del Carrione tornano a suonare. Per fortuna, almeno questa volta, non si tratta di nuovo allarme esondazione ma di un’iniziativa organizzata nell’ambito della campagna “Io Non Rischio” lanciata dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Messe fuori uso dall’alluvione del 2014, le sirene – collocate tra il Ponte Baroncino e quello della Bugia nel centro storico di Carrara – sono state ripristinate e potenziate e sono oggi in grado di emettere un allarme da 142 decibel. Domattina dunque, intorno a mezzogiorno, tutto il centro città potrà sentire l’allarme per un test che prevede almeno quattro squilli. «Vogliamo precisare che si tratterà di una prova, di una sperimentazione. Non è un allarme vero, i cittadini stiano tranquilli. Faremo quattro squilli per testare il sistema» ha precisato il responsabile Protezione Civile Comune di Carrara Alessandro Mazzelli, spiegando che nel corso dell’anno saranno effettuate nuove simulazioni. Il test delle sirene sarà effettuato in concomitanza con la due giorni dedicata alla campagna nazionale “Io non rischio”. Il comune di Carrara ha aderito all’iniziativa e così domani e domenica, in piazza Due Giugno, decine di volontari del settore incontreranno i cittadini per informarli e sensibilizzarli sulle “buone partiche” da tenere prima, durante e dopo gli eventi alluvionali. La speranza è che la partecipazione sia quanto più alta possibile perché, come ha ribadito Alessandro Mazzelli, «la pericolosità delle “bombe d’acqua” è difficilmente contenibile. Si tratta di eventi non prevedibili e dunque per abbattere il rischio servono, informazione, formazione e un buon piano di protezione civile». Secondo il numero uno della Protezione Civile locale, «Carrara è tra le città toscane più all’avanguardia, probabilmente la prima a dotarsi di un sistema di allerta telefonica». Ma visto che le calamità di questo tipo si fanno più frequenti - sia per “colpa” dei cambiamenti climatici ma anche, va detto, per la sempre maggiore fragilità di un territorio straziato dalle attività antropiche – è bene ampliare costantemente la platea delle persone raggiungibili in caso di allerta. Attualmente i carraresi che ricevono il messaggio telefonico di allerta meteo sono circa 23 mila: per aumentare il livello di auto protezione, dicono gli addetti ai lavori, è fondamentale che ancora più persone si iscrivano al sistema. Anche perchè il Comune di Carrara si è dotato di uno strumento aggiuntivo: si tratta della app per cellulari, realizzata da Comunica Italia, che permette di ricevere istantaneamente sul proprio telefono tutte le informazioni dettagliate su quello che sta accadendo. «Si ricevono dettagli sul livello di rischio, la mappa della città, il piano di protezione civile e il diagramma che sintetizza livello e tipologia di allerta» ha spiegato Nicoletta Frugoli di Comunica Italia. L’applicazione si chiama Alert System ed è scaricabile gratuitamente su tutti i tipi di smartphone. Non solo. Anche chi non ha un cellulare di ultima generazione potrà usufruire del servizio, chiamando il numero verde 800 18 00 28. Per approfondire tutti questi temi e informarsi sulle “buone pratiche” a cui attenersi in caso di alluvione, i cittadini non dovranno far altro che recarsi in Piazza Due Giugno nel corso del fine settimana: qui decine di volontari delle associazioni che gravitano nell’ambito della Protezione Civile saranno a disposizione per sensibilizzare e informare la popolazione sul piano cittadino, per le adesioni al sistema di allerta telefonico e per divulgare i comportamenti da tenere in caso di calamità. Durante la due giorni sarà distribuito un opuscolo, da conservare nella propria abitazione, con le istruzioni da seguire durante l’alluvione: «Tenersi informati, evitare i piani seminterrati, mettersi in viaggio solo dopo aver controllato se sul percorso ci sono pericoli, condividere le informazioni di cui si dispone, chiudere gas e impianto elettrico, non bere acqua e avere a disposizione un piccolo kit di sopravvivenza, con una torcia elettrica ed eventuali medicinali salvavita»: queste, sintetizzate da Mario Roni, presidente Ucis Alpi Apuane, sono le regole fondamentali a cui attenersi in caso di calamità. “Io non rischio” è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. L’edizione 2015 coinvolge 4000 volontari e volontarie, su circa 430 piazze.
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