Il presidio
Ora è allarme ad Albiano per i divieti
Cittadini preoccupati: «Tardiva l’ordinanza, per il rogo che cosa abbiamo respirato?»
AULLA. Ora è più che giustificato il panico ad Albiano Magra. Infatti, con l'emissione da parte del sindaco di Aulla, Silvia Magnani, di una ordinanza che vieta di mangiare frutta e prodotti agricoli provenienti da terreni ubicati in un raggio di 400 metri dalla ditta Costa, dove domenica 4 ottobre è bruciato uno dei capannoni, è allarme nella più popolosa frazione aullese.
L’ordinanza, a titolo precauzionale, è stata emessa martedì sulla base di una nota arrivata nella mattinata dello stesso giorno dal dipartimento di prevenzione dell’Asl n. 1 di Massa Carrara. Nella nota si sottolinea che “in attesa dell’esito dei risultati analitici dei campioni, che saranno effettuati in accordo con l’Arpat, si ritiene opportuna l’emissione di apposita ordinanza di non consumo di frutta e prodotti orticoli insistenti nell’area individuata”. Peccato che siano trascorsi 10 giorni dal rogo e qualcuno potrebbe avere mangiato frutta e verdura del proprio orto.
Come quella anziana signora che martedì 6 ottobre, a seguito dell'incendio, si recò in municipio per protestare assieme a decine di altri concittadini albianesi e sollevò di fronte al sindaco di Aulla proprio la questione del proprio orto e del connesso timore di non poterne più mangiare i prodotti. Rimane il fatto che l'atmosfera ad Albiano Magra è pesante, come si è avvertito anche lunedì sera nell'incontro convocato dall'Amministrazione comunale, e ben si riflette nelle parole dell'ex consigliere comunale Walter Moretti, da sempre sulle barricate contro la ditta Costa: «Questa è una roba vergognosa, ci sarebbe da fare partire delle denunce. Nel frattempo, sicuramente andremo dai Carabinieri e non escludiamo di andare oltre perché c'è di mezzo la salute delle persone, di tanti bambini. E poi il fumo domenica 4 ottobre è andato anche verso monte e, se faremo partire delle denunce, chiederemo al sindaco di testimoniare, visto che era presente in quella domenica sera».
Tra l'altro, proprio ieri alcuni cittadini di Albiano Magra si sono incontrati per decidere il da farsi. Anche nelle parole di un'altra cittadina albianese, Gloria Bellani, si sente tutta l'ansia per una situazione che non fa dormire sonni tranquilli: «Sono un po' preoccupata anche per l'acqua. Quando ce lo dicono, magari fra due mesi, se possiamo berla o no?» chiosa con una ironia che confina con la disperazione. Infine, a prendere di mira Silvia Magnani, ma anche la Provincia di Massa Carrara e la Regione Toscana, è l'ex presidente della Croce Rossa di Albiano Magra, Roberto Cipriani: «C'è grande delusione per la tempistica di emissione di questa ordinanza, che andava fatta nell'immediato e non costava nulla al sindaco. E poi siamo proprio sicuri che al di fuori dei 400 metri di raggio indicati nell'ordinanza non vi sia alcun pericolo? Il problema, purtroppo, è che manca la volontà della Provincia e della Regione a togliere la ditta Costa dall'abitato di Albiano Magra».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
