Il Tirreno

Taglio degli alberi, infuria la polemica

Taglio degli alberi, infuria la polemica

Anche Ovidio Rapalli decano dei musicisti di Bagnone si indigna per gli abbattimenti in viale Quartieri

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BAGNONE. Il taglio delle piante avvenuto in viale Quartieri non ha trovato le lamentele solo della minoranza, ma anche della popolazione che ha intravisto in questo atto una leggerezza che poteva essere evitato. E in una lettera aperta Ovidio Rapalli, decano musicista che ha militato in molte bande musicali lunigianesi, insignito di plurimi premi per la sua carriera, ha deciso di affidare la sua visione di quanto accaduto, ripercorrendo anche quale sia la storia di questo viale alberato che in tanti, forse, hanno scordato.

«Faccio riferimento al taglio indiscriminato delle piante del nostro bel viale L. Quartieri, piantate nel lontano 1919, esattamente nel primo dopoguerra. Io personalmente, Ovidio Rapalli, ricordo che ognuna di queste piante, cintate da una gabbietta di protezione, portavano una targhetta con il nome di un soldato caduto in combattimento. Tra i quali spicca anche il nostro benemerito concittadino Lorenza Quartieri. A prescindere da questo la minoranza del consiglio comunale di Bagnone, prendendo atto dell’accaduto, espongono manifesti murali con il parere del nostro sindaco “boscaiolo”. A mio parere penso non sia giusto che un primo cittadino prenda iniziative personali, specie in casi come questi, senza il consenso dei consiglieri, prescidendo da come si possa utilizzare un parcheggio in un viale così deturpato. Io, in qualità di cittadino bagnonese, vorrei ricordare a tutti coloro i quali non siano al corrente sulla cronistoria delle piante, che già in passato, durante la loro potatura, eseguita in maniera indiscriminata, feci presente ai potatori che lasciando aperti i buchi dei rami, la pianta sarebbe morta, a causa dell’infiltrazione dell’acqua piovana. Da questo fatto mi adoperai tempestivamente, presso l’ufficio tecnico comunale a esprimere il mio disappunto sull’accaduto, tanto che il comune prese atto delle mie giuste osservazioni, agirono prontamente riuscendo a salvare sette delle piante prospicenti il mio condominio. Certamente il nostro benemerito sindaco ha fatto prima, sopprimendole col taglio. Voglio sperare che in futuro così gravi e irrimediabili».

Una lettera che trasfonde l’amore per il proprio paese e per la memoria rappresentata da ognuno degli arbusti che fiancheggiano il viale, una lettera scritta da chi ha vissuto una parte della storia non solo lunigianese, ma anche italiana, che ha lasciato un ricordo vivo e indelebile sino ai giorni nostri.

Cristiano Borghini

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