Il presidio
Fioritura di pianta rara sulla Nuda
Scoperta dall’associazione in sinergia con il Cai di Rapallo
PONTREMOLI. In questi giorni si è nuovamente avuta la conferma che una sostanziale prerogativa dell’alpinismo lento, è quella di saper sviluppare con continuità attività turistico-sportive anche semplici ma di richiamo, che conducono le persone a conoscere le cose più belle, antiche, particolari e tante volte nascoste e sconosciute dei territori verdi. Iniziative che l’associazione Mangia Trekking, nell’area compresa tra le regioni Toscana, Emilia Romagna e Liguria, da anni promuove ininterrottamente, affinché possano divenire inoltre, un importante valore aggiunto per l’economia dei territori della montagna. Così anche nell’autunno di tanti colori, mentre la montagna è davvero solitaria, non essendovi neppure quale richiamo un’adeguata nascita di funghi, l’associazione Mangia Trekking nell’alto Appennino porta l’attenzione sul territorio. Grazie a una sinergia con alcuni membri del CAI di Rapallo, l’associazione è salita sulla vetta del monte La Nuda per evidenziare che lungo la via che conduce alla cima, oltre a tanti straordinari panorami, in questa stagione si può osservare ed ammirare l’attraente fioritura di una pianta meravigliosa e solitaria, cresciuta tra le pietre ed il bosco di faggi: il Sorbo degli Uccellatori.
Questa pianta, della famiglia Sorbus Aucuparia, con frutti sferici a grappolo rosso scarlatto molto appetitosi per gli uccelli. Un albero, ed un contesto, capaci di trasmettere emozioni, infatti le tante persone presenti all’attività non hanno perso l’occasione di farsi scattare una foto ricordo con questa bellissima opera d’arte della natura. E giunti sulla vetta, i partecipanti alla piacevole salita, hanno potuto ammirare, quale premio sullo sfondo, l’isola Palmaria, la Pietra di Bismantova, le Alpi Apuane, l’Alpe di Succiso, il Cusna, il Cavalbianco e tanti luoghi cari, a dar forza al loro cuore. Una Lunigiana tutta da scoprire, sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico, ma lentamente, un passo alla volta, dando modo allo sguardo di potersi fermare, di assaporare un piccolo dettaglio che, quotidianamente, diamo per scontato, troppo presi, forse, dalla frenesia della vita moderna. (c.b.)
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