Il Tirreno

«Belle le bancarelle in piazza Aranci»

di Melania Carnevali
«Belle le bancarelle in piazza Aranci»

Parlano negozianti, baristi (e anche ambulanti) favorevoli: «Contenti del ritorno. Poca gente? Colpa del tempaccio»

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MASSA. Il ritorno del mercato in centro si è notato anche dai bar, più pieni del solito. Due caffè al bancone e un cappuccino al tavolo. Dai la pasta e monta il latte. Una pizzetta, un succo e un altro caffè. Una frenesia che non si vedeva da tempo nel centro storico alle prime ore del mattino. Peccato che i clienti dei bar fossero solo gli ambulanti. Di avventori invece nemmeno l'ombra. Ma è qui, tra negozi e bar beneficiati (in prospettiva) dal flusso di gente generato dalle bancarelle che stanno coloro a cui il mercato in centro piace.

«Se non fosse piovuto ci sarebbe stato il pienone tutta la mattina, per questo noi siamo sempre stati favorevoli al ritorno delle bancarelle», commentano dal Caffè Apuano in piazza Aranci. E già, perché fuori, in realtà, è vuoto. La pioggia ha rovinato il test di questo ritorno a casa.

Molti ambulanti non hanno aperto, altri lo hanno fatto «più per dare un segno di positività alla città che per lavorare», spiega Amedeo Guadagnucci, con il banco di intimo proprio in piazza Aranci, uno di quegli operatori che si è sempre detto favorevole al ritorno del mercato in centro, tanto da promuovere anche una petizione. «Prima del 2011 – racconta – ero in via Mura Sud. Quest'anno ero in 23esima posizione in graduatoria e ho potuto scegliere, ma sarei stato comunque a favore del ritorno in centro perché questa piazza è bellissima. Abbiamo riconquistato il cuore della città. Certo – aggiunge – ci sono delle cose da rivedere, ma tutto risolvibile. A chi si lamenta io suggerisco di aspettare almeno qualche mese; come si fa a essere contrari a qualcosa che non si è ancora sperimentato?».

La piazza è semi vuota. Qualche cliente si aggira con l'ombrello fra i pochi banchi aperti. Alcuni ambulanti si trascinano dietro dalle prime ore del mattino una discussione sugli stalli. «Ti ho detto che se lo spazio è di otto metri, io voglio otto metri», sbraita uno. Altri se ne stanno imbacuccati e un po' annoiati in attesa di smontare. «È normale che oggi non ci sia nessuno: guardate che tempo fa», commenta Patrizio Borchi, con un banco di tendaggi e arredamenti, sempre in piazza Aranci. Lui era 185esimo in graduatoria, eppure è riuscito comunque a scegliere il posto che voleva. «Nel viale Roma avevo registrato un calo del fatturato – continua – Qui non so come andrà, valuteremo con il tempo. Oggi (ieri per chi legge) si può valutare veramente poco. Però quello che possiamo dire è che adesso siamo nella più bella piazza della provincia e questa disposizione è la migliore che l'amministrazione potesse scegliere». E intanto, tutto intorno, prendeva vita una scena pirandelliana.

Traffico in tilt, una coda chilometrica sulla Statale Aurelia, mezzi pesanti che attraversano il centro nonostante il divieto, automobilisti che bestemmiano, vigili urbani che staccano multe, commercianti sulla porta che imprecano bisbigliando «questa giornata non finisce più». Il mix, pioggia e nuova viabilità, ha infatti svuotato i negozi. «Sono contenta che il mercato sia tornato in centro – fa sapere Vienna Tonarelli, del negozio di frutta e verdura in Largo Matteotti – ma non così. Come si fa a pensare di chiudere tutto Largo Matteotti e via Eugenio Chiesa? Così si paralizza il centro. Da qui stamani non è passato nessuno. Giusto i clienti che vivono in questo palazzo. Non è per il disagio di dover scaricare presto la mattina, perché si può fare almeno una volta alla settimana, ma è proprio perché hanno bloccato tutto». «Sarà anche il tempo, ma io un martedì così non l'ho mai visto», aggiunge Flavio Mafredi, di Giusti Fotografia, sempre in Largo Matteotti, che poi aggiunge: «Questa viabilità va studiata meglio perché così non funziona proprio. Poi il mercato va anche bene che sia tornato qui, ma che lascino libera questa strada. Avete visto che fila c'è sull'Aurelia?». Nino, uno degli ambulanti storici di Massa con il banco di confezioni adesso in Largo Matteotti, ascolta la conversazione e interviene. «È questione di abitudine – dice – Vedrete che piano piano ci si abitua alla nuova viabilità, come alla fine ci siamo abituati a quella nel viale Roma che all'inizio aveva creato non pochi disagi. Il mercato è giusto che stia dove è sempre stato e non isolato in un viale lontano dal centro storico». A mezzogiorno quasi tutti i banchi avevano già smontato. «Colpa di questo tempaccio», chiosa un ambulante mentre parte con il furgone. Un fuggi fuggi che ha fatto perdere un po' di forza anche allo sciopero degli alimentaristi, i quali avevano programmato da giorni di non aprire il banco per protestare contro la collocazione nel parcheggio in via Turati. Come annunciato i banchi sono rimasti chiusi, ma, per colpa del tempo, era difficile distinguere chi protestava da chi scappava dalla pioggia.

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