Il presidio
Attacco arancione «È un disastro, Volpi si dimetta»
Gli argomenti degli oppositori: 45 minuti per entrare in città, bambini in ritardo alle lezioni e centro paralizzato
di Manuela D’Angelo
MASSA
Dimissioni del sindaco, immediate, con verifica interna del Pd: ci vanno giù duri il gruppo consiliare degli Arancioni, con l’Udc e la 28 Aprile, dop il “disastro” del primo giorno di mercato settimanale nel centro della città. Gli Arancioni non fanno sconti all’amministrazione Volpi e attaccano: «45 minuti, in media, per entrare in città, come se Massa fosse una metropoli - inizia il consigliere Fabrizio Brizzi - ; cittadini che non hanno potuto arrivare in orario agli appuntamenti, bambini in ritardo a scuola, ambulanti sconsolati che hanno tenuto chiusi i loro banchi per protesta, rimettendoci una mattinata di lavoro; traffico in tilt e tutto per accontentare un gruppo minimo di elettori».
Gli Arancioni non hanno alcun dubbio: «Volpi ha mantenuto la sua promessa elettorale a tre, quattro commercianti fissi e ad un gruppo di residenti del viale Roma, che si conteranno sulla dita di due mani, se va bene, mettendo in ginocchio un’intera popolazione. Alle 8,20 era una specie di guerriglia urbana». Gli Arancioni accusano il sindaco di essere sordo a qualsiasi tipo di consiglio, «incapace di ammettere che ha sbagliato», aggiunge la consigliera Gabriella Gabrielli, eppure anche in commissione l’opposizione ci aveva provato a fargli cambiare idea: «Non siamo mai stati ascoltati», dice Agostino Incoronato dell’Udc, che poi aggiunge: «Hanno impiegato 30 vigili urbani per la sola mattina di martedì, probabilmente distolti dagli altri servizi, o pagati con straordinari. Ne chiederemo conto; hanno assemblato banchi che non avevano nulla a che fare gli uni con gli altri, in barba alla continuità del prodotto che dovrebbe essere la prima regola per una buona vendita e infine hanno ignorato la circolare ministeriale, che fa riferimento ad una legge europea sulle emissioni di gas nei centri storici, permettendo l’ingresso in piazza Aranci a qualunque tipo di mezzo».
Secondo parte dell’opposizione, la commissione urbanistica avrebbe più volte tentato di trovare una strada diversa da quella tracciata dall’amministrazione, ma sono stati sempre snobbati e ignorati: «Un professore - dicono gli Arancioni- che non ammette la possibilità di sbagliare. E a noi fa fare la parte degli studenti indisciplinati, che non meritano attenzione». A controllare il primo giorno di mercato non ci sono stati soltanto i vigili urbani, ma anche l’associazione dei carabinieri in pensione, gli alpini e la Protezione civile: «mancava solo l’esercito- continua la Gabrielli- ; a noi pare ovvio che Volpi abbia toppato completamente e la gente ci sta dando ragione; la protesta degli ambulanti, però, non durerà, perché è gente che ha bisogno di lavorare e il nostro sindaco punta su questo, li prenderà per sfinimento; tutto per la volontà ostinata di tener fede ad un impegno elettorale preso con pochi e per interessi particolari. La stessa filosofia del regolamento urbanistico e poi accusa i comitati civici di essere strumentali e strumentalizzati».
Dimissioni del sindaco ma non solo: «Al Pd chiediamo di prendersi le sue responsabilità- dicono ancora gli Arancioni- che faccia una verifica seria al suo interno, sull’operato dell’amministrazione monocolore e decida se sia giusto che Volpi termini il suo mandato in queste condizioni, o se sia necessario andare alle elezioni anticipate».
«Che il Pd ci scampi da un Volpi bis», conclude la Gabrielli e Brizzi ricorda: «Fu l’ex sindaco Roberto Pucci a rilasciare una mirabile intervista sul Tirreno, e a mettere tutti in guardia dicendo che Alessandro Volpi non era adatto a fare il sindaco; oggi quelle parole sono più che attuali. Ci stiamo accorgendo che parlava con cognizione di causa». Infine la presidente della 28 Aprile Gessjca Brizzi, avvocato: «Chiedo ufficialmente al sindaco che, in merito alla nuova ubicazione del mercato, esibisca tutti gli atti e la documentazione in materia di sicurezza che spero abbia in regola. Noi sospettiamo che non sia proprio tutto in linea con le richieste nazionali. Lo dimostra il fatto che alcuni banchi del mercato ostruiscono la via di fuga del Palma, impegnano il punto di raccolta della protezione civile, in caso di calamità, che si trova in piazza Aranci e infine impedisce l’accesso ai luoghi di interesse di pubblica sicurezza, Prefettura, Provincia e Comune»
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