Il presidio
Carrione: «Oggi meno sicuro di tre anni fa»
Letto innalzato, tappo di sabbia alla foce L’allarme del capitano Menconi: subito le idrovore
CARRARA. Un messaggio di “allarme esondazione sul Carrione” inviato a Prefettura, Procura, amministrazione provinciale e comunale e ancora al Consorzio di Bonifica e all’Autorità portuale per dire, in estrema sintesi, che nelle condizioni attuali il torrente non è «in grado di contenere piogge torrenziali superiori ai 100 millimetri per metro quadro» e che quindi, in caso di precipitazioni più abbondanti di quella soglia, il territorio rischia l’ennesimo disastro. Parola del capitano Francesco Menconi, consulente in attività marittime, da anni in prima linea sul tema del rischio idrogeologico legato al Carrione: attentissimo allo stato di salute del torrente, soprattutto a partire dal 2011 iniziò a denunciare i pericoli legati alla mancanza di manutenzione, constatando amaramente con la doppia alluvione del 2012 quanto le sue preoccupazioni fossero fondate.
Dopo la terza alluvione in due anni, quella del 5 novembre 2014, mentre l’autunno sta entrando nel vivo, Menconi si è armato di carta e penna per allertare tutte le istituzioni del territorio: «Allo stato il torrente, da 500 metri a monte del ponte su via Gino Menconi, ad Avenza fino alla foce, è in condizioni peggiori e mostra una evidente carenza di manutenzione». Due le priorità da affrontare con urgenza: la prima, scrive il capitano, riguarda il «tappo di sabbia e detriti che occupa non solo tutta l’area della foce, ma si è esteso lungo l’argine destro del piazzale» e che, spiega Menconi, è riconducibile «all’ampliamento del piazzale città di Massa del 2002»; il secondo problema è che «il livello medio del letto, in particolare dalla foce al ponte di via Menconi, ha subito un innalzamento di circa 4,5 metri rispetto agli anni ‘60». Insomma lascia intendere il capitano, con un ostacolo alla foce che impedisce il deflusso delle acque e un letto rialzato che aumenta il rischio esondazione ma anche la pressione sulla parte alta degli argini, il Carrione oggi è meno sicuro rispetto a tre anni fa.
Per questo, Menconi ribadisce la richiesta lanciata già nel 2011 per la messa a punto di «uno studio idrogeologico particolareggiato del Carrione e la manutenzione del suo bacino, nonché un costante intervento di prevenzione ambientale». In attesa che questa indagine venga svolta ex novo o che la Regione Toscana presenti quella annunciata per lo scorso mese di settembre, il Capitano chiede alle autorità di affrettarsi per rimuovere «il tappo di sabbia e detriti accumulatisi alla foce del Carrione e ripristinare il livello medio del suo letto». Interventi questi da fare “in somma urgenza”, spiega Menconi, lasciando intendere che per risolvere definitivamente il problema alla foce bisognerebbe «radere al suolo il piazzale Città di Massa o garantire che il fondale in quel punto resti costantemente a un dislivello che va dai 3 ai 5 metri». Come? Menconi non ha dubbi: attraverso l’installazione di un’idrovora o con un intervento di risagomatura della foce, in modo da ampliare lo sbocco in mare del torrente.
Cinzia Chiappini
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