Il Tirreno

La polemica

Fiaccolata anti cemento "inquinata" dai politici

di Chiara Sillicani
Fiaccolata anti cemento "inquinata" dai politici

Massa, i comitati:niente strumentalizzazioni: il Pd regoli i conti a casa sua

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MASSA. Tra gli striscioni, tra i cartelli e i quintali di rabbia di chi il Regolamento urbanistico proprio non lo vuole, sfila pure la politica. Alla fiaccolata anti-cemento di sabato sera ci sono - raccontano i promotori - Dina Dell’Ertole, consigliere democratico, Simone Ortori, nelle fila della maggioranza per Articolo Primo, esponenti dei 5 Stelle. C’è il consigliere regionale Giacomo Bugliani, Pd ,renziano doc, c’è Martina Nardi, ex Sel, ora sotto la bandiera democratica.

E quella partecipazione dai comitati non è affatto apprezzata, vista piuttosto come strumentalizzazione, come occasione per salire sul carro del vincitore, come tentativo di combattere battaglie che dovrebbero avere un altro teatro di guerra. Maria Rosa Baldini presiede il comitato di Quercioli, il primo a costituirsi, agguerritissimo per lo stralcio di 8 Aru. Davvero non le manda a dire: «Non si dica che i comitati sono legati ai partiti. Io con i partiti non ho mai avuto nulla a che fare, non ho mai avuto bandiere, non ho mai fatto attività politica. Mi pare piuttosto che sia la politica a volerci mettere il cappello, a strumentalizzare, a far rimpallo di responsabilità sulla pelle dei cittadini. Per altro - allarga l’analisi - senza capire che questo è un atteggiamento perdente, un boomerang che li uccide. Se i politici prendono decisioni scannandosi l’un l’altro, non lo facciano usando noi».

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Concetto rafforzato da Giuliano Bianchi, portavoce del comitato di Turano: «Se ci sono problemi interni al Pd, il partito li risolva a casa sua. I democratici non utilizzino i comitati per i loro regolamenti di conti». Questo per dire che se in maggioranza si ridisegnano equilibri, quegli equilibri non devono essere fatti sulla pelle di chi scende in piazza per contestare. I comitati - Giuliano Bianchi si affida all’etimologia - fanno politica laddove agiscono per la città e per evitare che ne sia peggiorata la qualità di vita, ma - ribadisce «non sono partitici e lo hanno ben chiarito anche nello statuto». Insomma - per parafrasare - se il Pd o una parte del Pd tenta di far vacillare Volpi o di fargli rimetter mano una volta per tutte agli assetti di giunta, non lo faccia cavalcando le battaglie dei cittadini. Battaglie - spiegano Bianchi e Baldini - che non sono semplice sommatoria di interessi particolari: «Certo che chi è nel comitato difende casa sua, il suo terreno, ma ci sono persone che pur non essendo toccate dal Regolamento, non ne condividono comunque la ratio, nè le previsioni edificatorie. Perché - rincara Bianchi - in ballo non ci sono solo singoli interventi, ma un complessivo peggioramento della qualità di vita di interi quartieri». Concetto che ha sostenuto anche nel corso del suo discorso finale, dopo la fiaccolata: «Ai seminatori di discredito diciamo “No nel mio giardino, ma neanche in quello del vicino, in quello di nessuno perché lo scempio è scempio. A priori». La richiesta, quindi, è una e una sola: stralciare gli Aru, prima che il regolamento sia pubblicato sul bollettino della Regione (atto che dà il via alle osservazioni). Maria Rosa Baldini invita l’amministrazione «a impacchettare il regolamento e a metterselo in tasca». Giuliano Bianchi ricorda, invece, che un parte buona c’è ed è quella sul recupero degli immobili: «Ed è su quella - spiega - che dovrebbero puntare le categorie». Chiaro riferimento a Cna che chiede tempi brevi per concludere l’iter del Regolamento e dar fiato all’edilizia.

«Cna- la presidente di Quercioli va al sodo - sbaglia perché gli interventi edificatori previsti dal regolamento non saranno certo una boccata d’ossigeno per l’artigianato. Saranno piuttosto un’occasione per le grandi imprese, qui non si tratta di realizzare una villetta, ma di fare complessi importanti e palazzine. In ogni caso non è ammissibile che per il guadagno di un artigiano si metta a rischio il patrimonio delle famiglie e si rovinino interi quartieri».

Il fronte di guerra è ancora aperto e aperte le ferite. Con i cittadini che chiedono ai partiti di battere la ritirata: la battaglia vogliono combattersela da soli.

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