Il presidio
Nuovo 118, più mezzi ma meno uomini
Da dicembre parte la centrale unica: sul territorio comunale un dottore in meno, ma più automediche e infermieri
CARRARA. Si chiama centrale unica. E si trova all’ospedale Versilia. È da lì che ti risponderà il centralinista quando alzerai la cornetta per chiedere un’ambulanza. Che tu componga il numero 118 da Carrara, Massa o Lunigiana, il telefono squillerà sempre al Versilia. Un accorpamento che riguarda la nostra Provincia e quella di Lucca (Versilia inclusa, appunto).
Una riorganizzazione - assicura l’azienda sanitaria - nel segno dell’efficienza e dell’ammodernamento, con tanto di software di nuova generazione per individuare ambulanze e automediche sul territorio e seguirne il percorso. E ad essere riorganizzata non è solo la centrale da cui ti rispondono in caso di emergenza, ma anche la copertura del territorio. Mezzi e uomini - si intenda - rimarranno dislocati nei singoli comuni, proprio come accade oggi (leggi: ambulanze e medici non partiranno da Lido di Camaiore), ma saranno gestiti secondo una logica nuova. Con un cambiamento evidente: un medico in meno dalle 8 del mattino alle 20.
Attualmente, infatti, nel comune di Carrara - e così in quello di Massa - nelle 12 ore i dottori del 118 sul territorio sono due, solo dopo le 20 si riducono ad uno. Quando avverrà il passaggio alla centrale unica (forse dicembre), il medico sarà uno solo anche durante il giorno. Ma - e questa è l’altra faccia della medaglia - sulle ambulanze saliranno gli infermieri (che ora non ci sono) e i dottori si muoveranno con la più agile automedica.
Ad illustrare la “rivoluzione” è Roberto Vatteroni, responsabile del sistema 118 per l’Asl apuana. È lui a chiarire che non si tratta di un peggioramento, piuttosto di «un percorso di ammodernamento nel rispetto di linee guida regionali». Vatteroni parte dall’attualità: oggi i medici sono due e viaggiano in ambulanza. Nelle ambulanze non ci sono infermieri, ma soccorritori, seppur formati. Ma per un medico muoversi su un’ambulanza significa spesso perdere tempo: il dottore arriva, verifica che il paziente è in buone condizioni, magari ha una frattura ad una gamba e niente di più. Deve però attendere i tempi di trasporto e risulta impegnato per un periodo superiore a quello che richiederebbe lo spostamento con automedica. Insomma, nel nuovo sistema sono ridotti i medici, ma pure i tempi morti.
«Senza dimenticare - aggiunge Vatteroni - che su 25.000 missioni ogni anno (leggi: viaggi per chiamate al 118), un terzo è per codici rossi, ma in meno del 5% dei casi quel codice di gravità è confermato al rientro. Su 50 uscite, in 47 il medico ha accompagnato il paziente a fare accertamenti, come rx o eco». Vale a dire: il medico si muove spesso, con i tempi dell’ambulanza, per casi non gravi. «La nuova organizzazione - Vatteroni va nel dettaglio - prevede la nascita dell’equipe sanitaria, composta da un infermiere e un dottore che viaggeranno in automedica». E lo faranno - aggiunge - con la massima flessibilità: «Quando scatta l’emergenza - spiega - verrà inviata l’ambulanza e se è necessario l’automedica. Se il paziente è grave, l’intera equipe salirà in ambulanza e la macchina sarà recuperata in un secondo momento. Se risulterà sufficiente l’infermiere, il medico sarà immediatamente disponibile per eventuali altri interventi. Nel caso non servano nè l’una, nè l’altra figura professionale, il paziente sarà stabilizzato e l’auto medica pronta per altri interventi». Insomma - sintetizza Vatteroni - una riorganizzazione per un impiego più efficiente del 118: «Non ci saranno tagli di organico - sottolinea - il numero di medici in servizio al 118 rimane lo stesso (attualmente è frequente il ricorso agli straordinari ndr) e sono state acquistate 4 auto mediche per coprire il territorio provinciale».
Adeguamento a linee guida regionali - spiega l’Asl -, ma ai cittadini rimane la paura che si tratti, invece di un “taglio”, fatto sulla loro pelle.
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