Il Tirreno

La protesta

Centinaia alla seconda fiaccolata per dire no al cemento

di Manuela D’Angelo
Centinaia alla seconda fiaccolata per dire no al cemento

Massa, si contesta il regolamento urbanistico che permette nuovo cemento nei quartieri

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MASSA. No al cemento, no all’usurpazione delle terre, no a chi vuole far credere ai cittadini che questo regolamento urbanistico passerà indisturbato e senza danni per chi vive la città di Massa. È stato ribadito a gran voce sabato sera, durante la seconda fiaccolata cittadina organizzata dai comitati civici sorti contro il nuovo regolamento urbanistico. Un fiume di persone inarrestabile, armati di petizioni, articoli di legge, consulenze tecniche, precedenti giuridici, tutti atti in grado, secondo loro, di fermare il R.U e permettere lo stralcio di interi ambiti territoriali.

Tanti i cartelli e gli slogan. E anche un po’ di sarcasmo: come l’immagine del sindaco accumunato a Pinocchio. Un modo per dire non ci fidiamo: chiediamo lo stralcio delle nostre terre, delle nostre case interessate dal regolamento urbanistico.

Sei in tutto i comitati, sorti nel giro di due mesi, sulla spianta del primo nato, quello dei Quercioli, e che oggi raccolgono attorno a loro migliaia di persone; l’ultimo, in ordine di tempo, è il comitato che porta il nome del proprio ARU contestato, “Lungofrigido 5.01”.

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La fiaccolata apolitica. Ieri sera erano tutti insieme, Quercioli, Turano, la Rocca, Castagnola, Romagnano e Lungofrigido e non hanno voluto bandiere di partito tra le loro fila, anche perché le polemiche sulle responsabilità politiche di questo atto, ma anche di quelli precedenti che hanno portato alla stesura del R.U, sono in questi giorni molto forti.

«Siamo soltanto cittadini, senza colori o appartenenze e non vogliamo vedere bandiere di partito quando ci muoviamo». si legge sulle pagine di Facebook, nate per informare la popolazione dei passi che i comitati seguiranno nelle prossime settimane.

«Stiamo sopperendo al Comune- dice Giuliano Bianchi, portavoce del comitato di Turano- facendo informazione con i nostri concittadini, assemblee, incontri, stiamo andando anche casa per casa a spiegare cosa accadrà a chi vive in questi ambiti territoriali; eppure il sindaco ci aveva personalmente promesso una campagna di comunicazione, prima della pubblicazione del R.U sul Burt, che non è mai partita».

Il Regolamento urbanistico è già stato pubblicato sull’albo, lo scorso 8 ottobre e dovranno passare dai 15 ai 20 giorni per vederlo sul Burt (da quella data poi potranno partire i 60 giorni per elaborare le osservazioni, e si arriva così a Natale). Ai cittadini non rimane che seguire i comitati e sperare che le osservazioni riescano a cambiare parte del regolamento.

La seconda fiaccolata è stata un messaggio preciso per il sindaco e la sua amministrazione: «Non ci sono soltanto i singoli residenti dei Quercioli, o della Rocca- dicono i comitati- ; siamo uniti in una battaglia comune, perché questo regolamento fa acqua da tutte le parti, poiché parte da una previsione sbagliata che vedeva erroneamente accrescere il numero degli abitanti di Massa a dismisura. Invece siamo tutti più o meno qui- continuano i comitati- e non abbiamo bisogno di nuove case e villette, anche perché ce ne sono a sufficienza vuote e sfitte, bloccate nel mercato immobiliare ridotto ai minimi termini. Insomma, chi vuote tanto cemento, se lo porti a casa sua».

Romagnano. Sta preparando una vera battaglia tecnico-giuridica il comitato di Romagnano, che presenterà all’amministrazione una serie di osservazioni definite ineccepibili dal portavoce Giorgio Berti: «Non posso anticipare nulla perché stiamo raccogliendo articoli di legge, atti, regolamenti e dati oggettivi che potrebbero confermare quanto già i cittadini di Romagnano sanno da soli, perché conoscono perfettamente il territorio dove vivono: i 4 ARU previsti dal regolamento non dovevano essere costruiti così, e lo dimostreremo. Questa è la nostra battaglia singola, ma partecipiamo in maniera convinta alla fiaccolata assieme a tutti gli altri comitati e soprattutto assieme a quei cittadini che magari neanche sanno cosa prevede il R.U sulle loro terre, ma che vorrebbero esserne messi al corrente». A Romagnano (ARU 3.02, 3.03, 3.04, 3.05) si parla della costruzione del nuovo parco pubblico del torrente Cocombola, in una zona che è in realtà la sua cassa di espansione, due nuove strade, una per l’innesto sull’Aurelia e una per unire via del Melaro al futuro parco, 80 parcheggi esclusivamente fruibili da chi visiterà il parco del Cocombola e 80 villette di nuova edificazione. Il tutto in una zona che soffre ancora pesantemente dei danni alluvionali e che secondo i cittadini è a rischio idrogeologico.

Lungofrigido. Alla fiaccolata c’era anche il comitato Lungofrigido 5.01, il più giovane dei sei, nato per illuminare la popolazione sulla nuova cementificazione in via Madonna del Golfo, proprio in prossimità del fiume Frigido, a monte del tracciato autostradale. Qui viene consentito il cambio di destinazione d’uso da attività artigianali (destinazione zona marmifera) a residenziale, con l’obiettivo, si legge nel R.U, di incentivare la destinazione con il Parco del Frigido e con il suo contesto residenziale, allargando la viabilità, attualmente insufficiente, realizzando un tunnel per mobilità ciclopedonale sotto via Marina Vecchia e prevedendo in quest’area 13 nuove case. «Basterebbe che tutti i cittadini avessero la possibilità per leggere e capire il R.U- dicono i comitati- e siamo certi che nascerebbero nuovi comitati».

Gli espropri. Infine un’intera battaglia sarà quella sugli espropri, che il sindaco di Massa Alessandro Volpi ha più volte negato, anche davanti ai comitati, che però si sono messi nelle mani di super tecnici, consulenti e notai. A Spiegarci in generale cosa prevede la legge è Giuliano Bianchi del comitato di Turano: «La legge regionale parla chiaro: articoli 107 e 108 in materia stabiliscono che se la maggioranza degli aventi diritto vuole edificare, come gli permette di fare sulla carta il R.U, ha prima il dovere di inviare una lettera di invito alla minoranza, con cui chiede di aderire al piano, poi ha il diritto di chiedere al comune di emettere un provvedimento di esproprio che è a carico dei privati. Si chiama diritto soggettivo, ed è tutelato dalla legge: se un regolamento urbanistico adottato e approvato da un comune dà un diritto a costruire, il privato può arrivare fino in tribunale per farlo valere».

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