Italia
Il sindaco: «Se ne avessi il potere avrei già chiuso l’impianto Costa»
In consiglio comunale discussione sul dopo rogo nella ditta di trasformazione dei rifiuti di Albiano Indice puntato sulla Provincia per le autorizzazioni e per l’indagine sugli odori non ancora fatta
AULLA. «Se avessi il potere di chiudere la ditta Costa, lo avrei già fatto». Questo uno dei passaggi più significativi dell'intervento in consiglio comunale del sindaco Silvia Magnani, la quale ha ripercoso le vicende attorno al rogo di domenica scorsa alla ditta Costa di fronte ad una sala consiliare piena per metà di cittadini albianesi. Gli stessi cittadini che incontrerà domani sera presso la sede della Croce Rossa di Albiano Magra alle ore 21, in occasione di una riunione pubblica in cui verranno affrontate le principali problematiche che coinvolgono la più popolosa frazione aullese, ditta Costa in primis.
Il primo cittadino ha dato ampie rassicurazioni, negando che vi siano state contaminazioni degli ortaggi e dell'acqua potabile a seguito dell'incendio, ma ha dovuto fare i conti con le obiezioni del capogruppo consiliare di minoranza di “Idee in Comune”, Matteo Lupi, il quale ha chiamato in causa anche la Provincia di Massa Carrara, rappresentata nel consiglio comunale dall'altro capogruppo di minoranza, Ugo Malatesta di “Progetto Aulla”, il quale della Provincia è vice presidente: «Ci sono cose che non tornano nelle vostre ricostruzioni, a partire dal fatto che quella della Provincia per fermare l'attività di Costa è una semplice nota, non un'ordinanza. Inoltre, la notizia dell'incendio è partita dalla cittadinanza o da un impianto di segnalazione interno all'azienda? Insomma, l'impianto antincendio di Costa ha funzionato o meno? E poi la Provincia quando fa i test sulle emissioni odorigene di Costa? Quando la ditta è chiusa? I cittadini devono sapere se l'attività può essere svolta o meno» ha concluso Lupi.
Nella replica Silvia Magnani ha sottolineato che «il sindaco non può intervenire per chiudere l'impianto. Dovrà essere la Provincia a ridare il nulla osta. Il fatto è che la ditta Costa, quando ha fatto i ricorsi al TAR li ha sempre vinti, ed ha impugnato anche la Conferenza dei servizi in cui ho sostenuto la necessità di una indagine sulle emissioni odorigene. Comunque, è mia opinione che la ditta Costa debba diventare una piattaforma per la raccolta differenziata, perché ad Albiano l'indifferenziato, ovvero il rifiuto che genera odori, non deve essere lavorato».
Anche Malatesta ha voluto replicare a Lupi, sottolineando che «a nota della Provincia verso la ditta Costa ha valore precettivo. Inoltre, affermare che si voglia fare l'indagine odorigena quando la ditta Costa è chiusa è soltanto una barzelletta».Da sottolineare che la ditta Costa aveva impugnato anche gli esiti della Conferenza dei servizi del 2013, in cui si diceva che non poteva stare dove sta, vincendo poi di fronte al TAR. Inoltre, è interessante fare notare che durante il consiglio comunale di venerdì sera il gruppo consiliare “Progetto Aulla”, che fa riferimento al Partito Democratico, ha votato a favore, insieme alla maggioranza, dell'adozione del piano di emergenza esterno per le scuole, mentre “Idee in Comune” si è diviso, con Lupi che ha votato contro e Maria Grazia Lombardi che si è astenuta. Invece, sulla variazione al piano delle opere pubbliche, con le modifiche inerenti il nuovo progetto preliminare per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza del centro scolastico sportivo di Quercia, i tre consiglieri di “Progetto Aulla” si sono astenuti, mentre i due di “Idee in Comune” hanno votato contro: su questo punto vi è da rimarcare che la consigliere Tania Brunetti di “Progetto Aulla” ha fatto notare che «sono stati tolti soldi per fare asfalti sulle nostre difettate strade per sostenere questo progetto», con il sindaco che ha replicato che «spesso bisogna fare delle scelte, quindi abbiamo deciso di mettere i soldi sul progetto che porterà alla riapertura delle piscine».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google