Il presidio
Lavori post alluvione Aut aut delle imprese
Assindustria: o il Comune fa i lavori all’argine o qui si muore
CARRARA. «Se non si ripristinano presto condizioni operative e collegamenti normali, non solo non vedremo la ripresa, ma non ci sarà futuro né per le imprese né per i loro dipendenti».
È l’allarme degli imprenditori del marmo proprietari dei laboratori situati in via Argine destro ad Avenza. Sono preoccupati, perché, a quasi un anno dall’alluvione del 5 novembre scorso, tutto è precisamente come allora, quando il Carrione in piena sfondò quel muro appena costruito invadendo tutte le fabbriche e causando milioni e milioni di euro di danni alle imprese.
«Parliamo di aziende - fa sapere in una nota Assindustria Massa Carrara - che non si sono arrese, hanno reagito con tenacia e coraggio, e insieme ai loro lavoratori, hanno bonificato capannoni e piazzali, riparato motori e quadri elettrici, sostituito gli impianti più danneggiati; insomma hanno fatto tutto quello che potevano fare per riprendere l’attività. Confidando sugli impegni assunti dalle amministrazioni sulla messa in sicurezza dell’area in tempi ragionevoli, gli imprenditori non hanno chiuso i cancelli ma hanno fatto investimenti per milioni di euro».
La messa in sicurezza tuttavia non è ancora arrivata. L’argine che si è sbriciolato come un biscotto, infatti, non è ancora stato ricostruito.
E quel buco, reale e simbolico, è l’incubo di chi, lì, ci vive e lavora. A maggior ragione perché è iniziato l’autunno e, in autunno, il Carrione non perdona. Tanto che nelle settimane scorse anche i residenti della zona rossa avevano lanciato una petizione per chiedere di mettere in sicurezza «al più presto», ovvero subito, quel tratto di torrente, da via Covetta fino alla foce. Furono 268 le firme raccolte degli abitanti. Adesso si aggiungono al coro le imprese.
«Ad un anno dall’alluvione - continua Assindustria a nome degli imprenditori - i promessi interventi di messa in sicurezza dell’argine del Carrione sono ancora lontani, e tutte le volte che piove in maniera abbondante si teme che possa ripresentarsi uno scenario che nessuno vorrebbe rivedere».
Non solo: le ditte lamentano anche il fatto che l’accesso dei mezzi ai laboratori sia ancora sulla pista provvisoria «progettata per resistere pochi mesi e abbandonata senza gli interventi di manutenzione».
Si tratta della via alternativa attraverso villa Ceci, che ha fatto dannare molti addetti ai lavori nelle prime settimane, dal momento che era priva di segnaletica e i camion dei clienti dei laboratori non riuscivano a trovarla.
Adesso la segnaletica c’è, ma secondo gli industriali, è comunque inutile: «Invece di attirare, respinge i visitatori», dicono. Infine, non aiuta nemmeno la burocrazia e «la frammentazione dell’amministrazione», dicono da Assindustria perché «rendono complicato anche il semplice taglio dei canneti che ostacolano le manovre dei trasportatori».
Tutto questo, l’argine che non c’è, il brutto tempo, la viabilità e, appunto, la burocrazia, rischiano di paralizzare le imprese, in un momento in cui invece si sente una timida ripresa economica, almeno stando alle statistiche.
«Come evidenziano istituti di ricerca e organi di governo - fa notare Assindustria - il quadro congiunturale macro economico sta virando verso una moderata ripresa che però, a livello locale, per una serie di fattori burocratici ed amministrativi rischia di essere ancora più debole. Un caso esemplare dei molti freni che vanificano gli sforzi delle imprese di tornare a gareggiare sui mercati è la difficilissima situazione in cui opera il polo produttivo di via Argine Destro a un anno dalla devastante inondazione del 5 novembre 2014».
Le imprese situate lungo via Argine destro «sono un pezzo importante della filiera lapidea locale - sottolinea l’associazione degli industriali - con la segagione dei graniti, il trattamento delle lastre dei marmi fratturati, i laboratori artigiani e i numerosi depositi di materiali». Sono oltre venti le aziende che lavorano in quella zona, per un totale di 150 dipendenti, più quelli dell’indotto. «Per tutto il comprensorio del marmo apuo-versiliese questo polo - conclude Assindustria - rappresenta un primario punto di riferimento in termini di professionalità e capacità produttive».
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