Il Tirreno

Giaredo, il boom turistico minacccia l’ecosistema

Giaredo, il boom turistico minacccia l’ecosistema

Migliaia i visitatori giunti in estate agli straordinari “Stretti”. Ma c’è un problema: la sosta selvaggia e gli incivili che abbandonano rifiuti e mozziconi di sigarette

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PONTREMOLI. Stretti di Giaredo? Una meraviglia naturale straordinaria. Questa la risposta di tanti turisti che si sono inerpicati lungo le suggestive rocce che si trovano tra Pontremoli e Zeri. Un posto magico nella valle del Gordana, dove il torrente sta per abbandonare il territorio di Zeri. Ed è proprio lì che si è creato questo “canyon”naturale tra fiume e roccia noto come gli stretti di Giaredo. Uno degli angoli più suggestivi della Lunigiana, è qui infatti che la natura infatti offre scorci di rara bellezza, con l’acqua che scorre con un tragitto tortuoso, stretta fra alte pareti di roccia colorata, dai profili tormentati.

Una pietra grigia e rosa introduce in un percorso in cui la roccia, l’acqua, la luce, la natura creano un insieme davvero unico e suggestivo, con pareti alte e in buona parte coperte dalla vegetazione. Un sito che sta vivendo, da un punto di vista turistico, un momento magico, infatti quest’anno questo luogo, che è incluso nel Sic (Siti di Importanza Comunitaria) ovvero zone di alto valore ambientale individuate secondo i criteri della direttiva habitat dell’Unione Europea, ha attirato nel corso dell’estate che si è conclusa l’attenzione di tanti turisti e visitatori.

Lo conferma Francesco Bola, presidente di “Farfalle in Cammino” l’associazione che organizza visite guidate al sito naturalistico: «Oltre un migliaio di persone hanno ammirato gli stretti con le nostre guide». Numeri straordinari a cui vanno aggiunte le tante persone che vi si sono recate in maniera autonoma: difficile certificare il movimento complessivo, visto che non c’è un controllo dell’ingresso, “ ma stiamo parlando di diverse migliaia”.

Numeri sorprendenti, che dimostrano le grande potenzialità dell’area e che potrebbero, quindi, rappresentare un volano per l’economia locale. Ma Bola, oltre agli aspetti positivi, evidenzia anche alcune potenziali criticità, e sottolinea come, soprattutto a due di queste, vadano date risposte celeri, che siano in grado di divenire operative per la prossima stagione turistica.

Entrambe le tematiche sono legate all’aumento del numero dei visitatori e quindi, da un lato, la necessità di dare risposte all’aumento di numero di automobili che necessitano di parcheggio e dall’altro, in mezzo a tante persone, è più probabile che spunti fuori “l’incivile” di turno (è già capitato quest’anno e lo abbiamo segnalato anche noi del Tirreno) che getta il mozzicone di sigaretta nell’acqua o lascia i resti del pranzo senza alcun rispetto per la bellezza del luogo. Per il parcheggio, Bola evidenzia due potenziali soluzioni: “Si può trovare uno spazio, ad esempio un prato, in cui attrezzare un’area di posteggio o attivare un servizio navetta che colleghi il centro città con il sito”. Ma sono soluzioni a cui “si deve pensare adesso perché non possono essere risolte a ridosso della stagione turistica”. Contro la “maleducazione” che rischia di danneggiare questo splendido luogo la risposta può essere duplice: «Una segnaletica che ricordi l’importanza dell’educazione e del rispetto e la posa in loco di alcuni contenitori per i rifiuti così da non fornire l’alibi del ‘non sapevo dove metterlo’ agli incivili di turno». Bola lancia anche una terza riflessione, più legata al futuro, sia pure prossimo, che non all’immediato: «Ci siamo posti il problema se una quantità così ingente di persone possa modificare, interferire su un ecosistema naturale così importante. Per certi versi gli stretti si ‘difendono da soli’ con la loro inaccessibilità, ma, in prospettiva futura, è una riflessione da fare, anche con l’aiuto di biologi ed esperti, e con l’eventuale ipotesi di creare un’area naturale ad ingresso limitato».

Riccardo Sordi

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